…The Unforgettable Fire…

E’ terribile quello che sta accadendo in Giappone in questi giorni. La Natura si è scatenata con una reazione improvvisa, violenta, inattesa. Ci ha ricordato che, dopo tutto, è Lei la padrona indiscussa di questo mondo. Dopo decenni in cui l’uomo cerca di dominarla, Lei ci rammenta che non possiamo nulla di fronte alla sua maestosa e, come questo caso, terribile potenza.

Le innumerevoli immagini in tv mi hanno riportato alla mente le tristi vicende di Hiroshima e Nakasaki. Mi sembrava di avere già visto quei paesaggi desolati, le rovine, le distese di detriti e di morte.

Troppi de-javu.

Senza esagerare mi sento di dire che questa è la terza tragedia, di questa entità, che il Giappone subisce dopo le due bombe atomiche. Ed è incredibile che sia stata la Natura a emulare le stesse distruzioni, in una scala vastissima, dell’arma di sterminio di massa per eccellenza.

Ho sentito un vuoto quando ho messo di fianco le vecchie foto con quelle dell’altro ieri. Di ieri. Di oggi. Le stesse espressioni. Gli stessi sguardi persi. Le case distrutte e sbriciolate in pochi secondi. Una vita intera spazzata via.

L’idea per “The Unforgettable Fire” venne agli U2 dopo essere stati ad una mostra a Chicago riguardante proprio il Giappone. La mostra metteva in esposizione i disegni fatti dai superstiti delle due bombe atomiche sganciate sul Giappone, alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Bono ne fu talmente colpito da riprenderne il significato e da legare tutte le canzoni dell’album con quella sottile malinconia che sfocia nella disperazione, nella tristezza, nel ricordo.

La mostra aveva come titolo proprio “The Unforgettable Fire” – “Il fuoco indimenticabile”.  E’ una frase bellissima, sembra quasi evocatrice e spirituale ma nasconde il terribile volto della morte. Tanta morte. Il fuoco indimenticabile del fungo atomico che si estende alto nel cielo, in quel lontano giorno, non lo ha dimenticato nessuno. Per molti di loro fu l’ultimissima visione prima di venire letteralmente arsi vivi dall’onda d’urto incandescente. E i segni di quella tragedia si prolungo per molti anni, sino ad oggi, avvelenando il territorio irrimediabilmente.

Oggi come allora, i giapponesi hanno ancora un altro terribile “fuoco” da portarsi dentro. Proprio in queste ore stanno rivivendo non solo la morte, le silenziose valli fatte di detriti e la consapevolezza che niente sarà come prima; ma anche l’incubo di veder riapparire, inesorabile e raccapricciante, il fantasma della minaccia nucleare. In un Paese abituato a tutto, il tutto li sta disabituando.

Ice
Your only rivers run cold
These city lights
They shine as silver and gold
Dug from the night
Your eyes as black as coal
Walk on by
Walk on through
Walk ‘til you run
And don’t look back
For here I am
Carnival
The wheels fly and the colors spin
Through alcohol
Red wine that punctures the skin
Face to face
In a dry and waterless place
Walk on by
Walk on through
So sad to besiege your love… oh hang on
Stay this time
Stay tonight in a lie
I’m only asking but I
I think you know
Come on take me away
Come on take me away
Come on take me home
Home again
 
And if the mountain should crumble 
Or disappear into the sea
Not a tear, no not I
Stay in this time
Stay tonight in…
Ever after, this love in time
And if you save your love
Save it all
Don’t push me too far
Don’t push me too far
Tonight
Tonight
Tonight

 

Il Fuoco Indimenticabile

Ghiaccio
Solo i tuoi fiumi scorrono freddi
Queste luci di cittàBrillano come oro e argento
Scavato dalla notte
I tuoi occhi neri come il carbone
Camminaci di fianco
Camminaci attraverso
Cammina finché non corri
E non voltarti indietro
Perché io sto qui
Carnevale
Le girandole volano ed i colori girano
Attraverso l’alcool
Vino rosso che punge la pelle
Faccia a faccia
In un posto arido e senz’acqua
Camminaci di fianco
Camminaci attraverso
Così triste di assalire il tuo amore… oh resisti
Resta questa voltaResta stanotte in una bugia
Lo sto solo chiedendo, ma io
Penso tu lo sappia
Avanti, portami via
Avanti, portami via
Avanti, portami a casa
Ancora a casa
E se la montagna si sbriciolasse 
O scomparisse nel mare
Non una lacrima, no non io
Resta in questo tempo
Resta stanotte in…
Da allora per sempre, questo amore in tempo
E se risparmi sul tuo amore
Tienitelo tutto
Non forzarmi oltre …
Non forzarmi oltre…
Stanotte…
Stanotte…
Stanotte…

Abbiamo sentito parecchie volte dire “La Storia insegna a non commettere più certi errori”. Spesso e volentieri però assistiamo sempre agli stessi errori. E allora guardiamoci indietro. Three Mile Island 1979. Černobyl’ – Ucraina 1986. Solo per citare i più famosi. Ma basta guardare questa agghiacciante lista per constatare quanti incidenti sono avvenuti (per la maggior parte nascosti o poco noti).

E’ una tecnologia instabile, altamente pericolosa e non controllabile. Qui non si fa politica. Qui si gioca con la vita delle persone che lavoreranno in quelle centrali e la vita dei cittadini delle città vicine.

Se volete le centrali nucleari, fatevele dentro casa vostra.

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3 Replies to “…The Unforgettable Fire…”

  1. “E’ una tecnologia instabile, altamente pericolosa e non controllabile. Qui non si fa politica. Qui si gioca con la vita delle persone che lavoreranno in quelle centrali e la vita dei cittadini delle città vicine.
    Se volete le centrali nucleari, fatevele dentro casa vostra.”

    Questo devo quotarlo tutto!
    Sta succedendo di tutto ultimamente: la Natura dimostra che, per quanto cerchiamo di controllarla e la roviniamo, lei sarà sempre più grande di noi.
    Come a ricordarci che BISOGNA rispettarla, non il contrario.
    A ricordarci che è più viva che mai e immensamente forte, mentre noi piccoli piccoli.
    Incredibile la tragedia umana del Giappone, devastante.
    E ancora più incredibile la loro compostezza, il modo in cui reagiscono, la loro dignità…
    Oltre a un disastro simile devono affrontare di nuovo la paura del nucleare…
    Ancora loro, di nuovo lì.
    E’ un’energia che costa tantissimo in tutti i sensi.
    Quando al mondo potremmo campare di rinnovabili…
    Per non parlare del problema delle scorie!
    Spero almeno che la gente vada a votare al referendum, mettendosi una mano sul cuore ripensando a queste terribili immagini non come uno dei tanti fenomeni mediatici, ma rendendosi conto che è realtà… e che il nucleare è una realtà pericolosa da sempre e sempre lo sarà.

    It takes a second to say goodbye
    Say goodbye, oh, oh, oh.
    Push the button and pull the plug
    Say goodbye, oh, oh, oh.

    Fall, rise and…
    Fall, rise and…

    And they’re doing the atomic bomb
    Do they know where the dance comes from?
    Yes they’re doing the atomic bomb
    They want you to sing along.

    Say goodbye, say goodbye
    Say goodbye, say goodbye.

    In Libia altra storia, altra crisi…
    Qui cercano di distruggere quel poco che resta di giustizia e istruzione, a vantaggio dei soliti e a scapito di tutti gli altri.

    Che la gente inizi a capire che è ora di combattere per un futuro migliore che bisogna meritarsi!
    E che il Giappone non finisca nel dimenticatoio fra 3 mesi quando non farà più notizia “da numeri”, quando ci saranno ennesimi casi mediatici (di cronaca e non) privati del loro carattere informativo trasformato in spettacolo.

    Ci vuole un grande rispetto per tutte le vittime, di qualsiasi tipo, per chi è colpito da simili tragedie.
    Bisogna riflettere come hai fatto tu in questo post… E far vedere che sappiamo reagire e che contiamo ancora qualcosa, che se vogliamo possiamo, appunto, imparare dagli errori della storia per evitare che certi eventi si ripetano.
    TROPPO SPESSO non accade.

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  2. Credo che tu abbia scritto tutto, non c’è altro da aggiungere… Grazie per aver scritto queste cose. Anche noi possiamo cambiare le cose esprimendo la nostra opinione, e possiamo portare un pò di luce anche con questi piccoli mezzi a chi adesso è nel buio più nero.
    E sempre NO AL NUCLEARE!!!
    Ciao Gabri.. :*

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  3. Questa volta è stata la natura, ma la seconda disgrazia che sta arrivando solo “piano piano” ci ha messo di nuovo lo zampino l’uomo! 😦 domenica mi sono messa a discutere con una che era pro-nucleare..o forse era anti-anti-nucleare.. ieri sentivo gente che diceva che non gliene frega niente, d’accordo che è colpa nostra di su e di giù ma poi è finita lì.. fanno quasi più rabbia della disgrazia in sé.. bell’intervento comunque gabri

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