“Vertigo” [2004]

Nell’immagine di testata: poster promozionale del Vertigo Tour [2004]

 “Non sopporto il ritmo
Sto chiedendo l’assegno
La ragazza con le unghie cremisi
Ha Gesù intorno al collo
Che dondola con la musica”
[“Vertigo”]

Produttore: Steve Lillywhite
Pubblicazione: 8 Novembre 2004
Etichetta discografica: Island Records
Formati: Vinile 7″, 12″, Cd, DVD, Mini Cd
Regista videoclip: Alex & Martin

Tracklist

Vinile 7″ [USA]
01. “Vertigo” (Single Version Edit)
 
CD 3″ [Europa]
01. “Vertigo (Single Version Edit)”
02. “Are You Gonna Wait Forever?”
 
CD 5″
[ARG/Australia/CAN/EU/UK]
– Version I
01. “Vertigo (Single Version Edit)”
02. “Vertigo (Jacknife Lee 10″)”
03. “Neon Lights”

– Version II
01. “Vertigo (Single Version Edit)
02. “Are You Gonna Wait Forever” [Giap.]
01. “Vertigo (Single Version Edit)
02. “Are You Gonna Wait Forever?
03. “Neon Lights
04. “Vertigo (Jacknife Lee 10″)
05. “Vertigo (Live at HQ Videoclip)

                     Vinile 12″ [UK]
01. “Vertigo (Jacknife Lee 12″)”
02. “Vertigo (Jacknife Lee 7″)”
03. “Vertigo (Jacknife Lee 10″)”
04. “Vertigo (Jacknife Lee Instrumental)”

Vertigo Remix Vinile 12″ [UK]
01. “Vertigo (Redanka Power Mix)”
02. “Vertigo (Trent Reznor Remix)”

DVD
[Australia/Eur./Giap./N. Zel./UK]

01. “Vertigo (Live at HQ Videoclip)
02. “Vertigo (Audio with Photo Gallery)
03. “Are You Gonna Wait Forever? (Audio)
04. “Vertigo (Jacknife Lee 10″ Videoclip)


Giudicata da moltissimi fan la canzone “più commerciale degli U2” — al pari di Elevation — Vertigo nasconde moltissimi messaggi criptati. La canzone intinge, in parte, il suo significato nella Bibbia — da sempre fonte d’ispirazione per Bono — riprendendo l’episodio delle tentazioni di Cristo da parte di Satana narrate, rispettivamente, nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca.

Il brano — che nella sua prima versione demo portava il titolo Full Metal Jacket –– non riusciva a prendere uno sviluppo gratificante per i componenti della band che, dopo parecchia difficoltà, cambiarono il titolo in Native Son modificando musica e testo, incentrando le tematiche sulla spinosa vicenda di Leonard Peltier. Con l’arrivo alla “regia” di Steve Lillywhite — che andò a sostituire Chris Thomas — il brano cambiò ulteriormente, divenendo più diretto ed eliminando quasi del tutto le sovra-incisioni: “Pensavamo davvero che Native Son fosse vicinissima ad essere finita” – ricorda Edge – “ma Steve aveva l’impressione che non fosse stata eseguita bene. E aveva ragione. ‘Vertigo’ è più vera dell’idea originale che avevo avuto. E’ proprio una grande canzone rock viscerale. Dal punto di vista strumentale, è molto semplice, batteria, voce, una chitarra e un basso. Non ci sono sovraincisioni sino all’ultimo terzo della canzone. E’ un’esecuzione molto diretta.” 

La fase ritmica richiama gli Echo and The Bunnyman, un omaggio alle origini della band, mentre la melodia del canto – a dir la verità più in Native Son – strizza l’occhio a You Keep Me Hangin’ On delle Supremes, sfiorandone il plagio.

vertigo-u2-lisbona
Gli U2 durante una sessione fotografica per l’album [Lisbona – 2004] | Photo By: ©Anton Corbijn | VIA: U2Start.com

La canzone inizia con uno strano conteggio in spagnolo “Unos, dos, tres, catorce“, che apparentemente non c’entra nulla — a parte richiamare il carattere vagamente “spagnoleggiante” della canzone — ma che, ad indagare un po’, si svela essere un messaggio in codice dove i numeri non sono altro che coordinate per muoversi all’interno del Libro Sacro:

Unos = equivale al Primo Testamento (o Antico Testamento);
Dos = equivale al secondo libro dell’Antico Testamento (ossia Esodo);
Tres = equivale al terzo capitolo, del secondo libro, dell’Antico Testamento;
Catorce = equivale, infine, al quattordicesimo verso, del terzo capitolo, del secondo libro, dell’Antico Testamento;

Se seguiamo tutti questi passaggi finiremo su Esodo 3:14, che cita: “Dio disse a Mosè: ‘Io sono colui che sono’. E aggiunse: ‘Così dirai ai figli di Israele: ‘Io-sono mi ha inviato da voi'”.

Notate come Dio desidera essere annunciato: “Io Sono“. In All Because Of You, sesta traccia dell’album, Bono canta “All because Of You…I AM“: I Am (io sono) è quindi il nome di Dio; tale mascheramento tramuta tutto il senso della canzone, facendola diventare un brano di devozione a Dio, poiché fu lui [a causa sua] che Bono prese coscienza da ragazzo.

La seconda ipotesi sul conteggio, invece, è basata sul numero degli album prodotti da Steve Lillywhite che, dopo aver prodotto i primi lavori della band, tornò al mixer in occasione di How To Dismantle An Atomic Bomb. Prendendo come riferimento questa teoria avremo:

Unos = Boy [1980]
Dos = October [1981]
Tres = War [1983]
Catorce = How To Dismantle An Atomic Bomb [2004]

Il testo della canzone, come spesso accade con Bono, ha una duplice lettura che però vanno ad intersecarsi in un’unica tematica di fondo: lo smarrimento e la perdita di coscienza. Così come Gesù, tentato dal Diavolo nel deserto, anche noi siamo continuamente minacciati dal mondo esterno con le sue tentazioni terrene e la sua allettante “terra promessa” fatta di divertimento e spasso.

La canzone parla anche di convivenza forzata, Bono stesso dichiarò: “E’ una sensazione di vertigine, una sensazione di malessere, quando si arriva fino alla cima di qualcosa e c’è un solo modo per andarsene. Nella mia testa ho creato un club chiamato Vertigo con tutte queste persone dentro, con della musica che non è la musica che si desidera ascoltare, e le stesse persone non sono le persone con cui si desidera stare. E poi vedi qualcuno, una ragazza, che ha una croce al collo, e ti concentri su di essa, perché non è possibile concentrarsi su qualcos’altro. Trovando un piccolo frammento di salvezza“. [da Q magazine, Novembre 2004]

Gli U2 a Lisbona [2004] | Photo By: ©Anton Corbijn | VIA: U2Start.com

I versi iniziali “Le luci calano, è buio/La giungla è la tua testa/Non può comandare il tuo cuore/Un sentimento è molto più forte di/Un concetto“, vanno a riassumere perfettamente il mondo in cui siamo abituati a vivere, perennemente combattuti tra razionalità (la scienza, la materialità, il pensiero) e sentimento (la fede, il dubbio, l’amore). Bono ci metteva in guardia già nel 1991 — “Beh, il mio cuore è lì dove è sempre stato/La mia testa è da qualche parte lì vicino/Scivoleremo sulla superficie delle cose” — cantando di un mondo alla Blade Runner fatto di immagini che si susseguono a ritmi frenetici, dettando mode e stili di vita, inculcando l’idea che apparire è meglio di essere. La testa perde contatto con il cuore, inizia a risalire in superficie, scivolando sulla faccia liscia delle cose.

Il cantante prosegue dicendo “I tuoi occhi sono spalancati/E in ogni caso la tua anima/Non può essere comprata/La tua mente può vagare” rappresentazione dello smarrimento (gli occhi spalancati) alla ricerca di un segnale amico. Il buio ci nega la vista delle cose (le distrazioni) facendo risalire il rumore dei nostri pensieri. Il prezzo più grande la paga la nostra anima, messa all’asta dallo stesso corpo in cui risiede: vendersi per sentirsi vivo, inglobato, accettato o forse semplicemente amato. Per fortuna abbiamo la mente –  arma pericolosissima per ogni sistema – che può coltivare il dubbio e interrogarsi su tutto ciò che ci circonda. Il cantante sottolinea infine “in ogni caso la tua anima non può essere comprata” evidenziando come la nostra essenza non può essere comprata da nessuno senza la nostra volontà, ma può essere solo venduta, da noi stessi.

Ecco dunque Cristo che vaga nel deserto — simbolo, quest’ultimo, molto caro agli U2, rappresentando da sempre il viaggio interiore — dove viene raggiunto dal Diavolo che esordisce con “Ciao, ciao/Sono in un posto chiamato Vertigine/E’ tutto quello che speravo di non conoscere/Eccetto tu che mi dai qualcosa che posso sentire, sentire“, un amico di vecchia data che si riavvicina al suo diretto rivale e, mentre si presenta, dichiara anche da dove proviene, da Vertigo ossia l’Inferno: il luogo per eccellenza dove stordimento, paura e confusione regnano sovrani, un’eterna vertigine appunto, un’ubriacatura di divertimento macabro.

Bono si diverte a immaginare l’inferno come se fosse un un night-club chiamato Vertigo, dove la gente si agita al ritmo di una musica sgradevole e dove il protagonista sa di non voler stare, trascinato lì da chissà quale forza. Egli cerca in tutti i modi di trovare una via d’uscita, un appiglio, un sollievo momentaneo dalla situazione grottescamente goliardica nella quale si ritrova catapultato; ed infine nota quel simbolo, la croce – portata al collo da una ragazza dalle unghie cremisi – che dondola al ritmo della musica: il simbolo usato come gadget, la perdita del valore originale, lo smarrimento, la testa che comanda al cuore ma, allo stesso tempo, la rinascita del protagonista che – notando quell’icona sacra in un luogo di perdizione – ritrova la speranza. E’ la luce dentro l’oscurità.

Si giunge dunque al bridge della canzone, dove tutto si fa sottile e solenne: Bono pronuncia le parole del Diavolo “Tutto questo, tutto questo può essere tuo/Dammi solo quello che voglio e nessuno si farà male…” riferimento alla terza tentazione di Satana a Cristo, leggendo il Vangelo di Luca troviamo: “Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai“, spiegando perfettamente a cosa si riferisce Bono  quando canta “Dammi solo quello che voglio…” ovvero l’anima e la devozione di Gesù.

Non è un caso che nel videoclip, arrivati proprio al bridge, la band sprofondi sottoterra mentre il terreno prende la forma di un imbuto rovesciato – rappresentazione tipica dell’inferno dantesco – con Bono che cita la tentazione del Diavolo e la conseguente risalita alla luce, segno di rifiuto a Satana.

u2-vertigo-gif

Il ritornello finale della canzone riporta dei versi differenti “Le luci calano e tutto quello che so/E’ che tu mi dai qualcosa/Posso sentire il tuo amore che m’insegna come/Il tuo amore m’insegna come, come inginocchiarmi” dove ancora una volta si presenta la doppia matrice del tema religioso e del tema materiale: il primo ha un significato di speranza, la vista della croce dà al protagonista l’amore di cui ha bisogno per prostrarsi alla fede, mentre il secondo gioca sul doppio senso del rapporto orale — molte volte citato da Bono soprattutto in Achtung Baby — e rappresenta la dicotomia amore/sesso.

Una canzone leggera e spensierata ma che, una volta superato l’involucro esterno, nasconde un tesoro di messaggi nascosti. Lo stesso Bono, nel 2009, dichiarò in una intervista alla BBC: “Vogliamo fare canzoni che esprimono gioia e oserei dire anche la superficialità, che non va confusa con il ridicolo. Ad esempio io mi occupo di molte questioni serie e quando sono impegnato faccio tesoro dei momenti di leggerezza“.

Il brano è diventato un must per gli U2 post-2000 ottenendo da subito un incredibile successo di vendite e creando molte polemiche tra i fans di vecchia data che lo giudicarono troppo commerciale per una band con un passato così importante. Suonata praticamente in tutti i concerti dal 2005 in poi — dove addirittura, durante alcune date del Vertigo Tour, veniva eseguita due volte — è diventata una canzone stabile nei live del gruppo. Molto spesso, nel finale, veniva accennata Stories for boys, canzone dal loro primo lavoro in studio Boy, a dimostrazione di come l’album dovesse risultare a stretto contatto con le origini della band.


LATO B

Nel lato B del singolo  — a seconda delle versioni — troviamo Are you gonna wait forever? e Neon Lights.

La prima è un’outtake dalle registrazioni di All That you can’t leave behind, una canzone rock molto orecchiabile e di facile ascolto, incentrata sul ritorno a casa e la riscoperta del proprio amore. Potrebbe benissimo riferirsi al rapporto a distanza tra Ali e Bono, quando quest’ultimo è costretto a stare lontano dalla sua famiglia per via delle tournée o per gli impegni umanitari. Il verso “Aspetterai per sempre?” è l’atroce ed agrodolce dubbio che alimenta l’amore, tenuto in bilico tra paura e speranza.

L’altra canzone, Neon Lights, non è altro che la cover — in versione più ambient — di un brano dei Kraftwerk, gruppo molto amato da Bono durante la sua adolescenza. Non a caso, fu proprio un disco dei Kraftwerk, The Man-Machine, ad essere regalato da Bono alla sua amata Alison durante un loro appuntamento (ne parlo QUI). Il brano originale è contenuto proprio nell’album The Man Machine, del 1978.


VIDEO

Di Vertigo sono stati girati quattro video:

  • il primo, quello ufficiale – mandato in rotazione dalle emittenti televisive – fu girato a Punta Del Fangar, in Spagna e rappresenta la sensazione di vertigine comparata all’inferno;
  • il secondo, girato agli HQ studios di Dublino, fu distribuito con la versione DVD del singolo e con la Deluxe Edition dell’album;
  • sempre agli HQ Studios fu girato un video con The Edge e Bono che eseguono Vertigo in acustico con l’uso del banjo. Fu distribuito con la versione Deluxe dell’album;
  • il quarto video, infine, fu girato a Lisbona per la versione remix del brano.


HQ Version:


Banjo Version:


Lisbon Video (Jacknife Lee 10”):

Vertigo

Uno due tre quattordici!

Le luci calano, è buio
La giungla è la tua testa
Non può comandare il tuo cuore
Un sentimento è molto più forte di
Un concetto
I tuoi occhi sono spalancati
E in ogni caso la tua anima
Non può essere comprata
La tua mente può vagare

Ciao ciao
Sono in un posto chiamato Vertigine
E’ tutto quello che speravo di non conoscere
Eccetto tu che mi dai qualcosa che posso sentire, sentire

La notte è piena di buchi
Come se pallottole squarciassero il cielo
D’inchiostro e oro
Che brillano quando i
Ragazzi suonano il rock and roll
Loro sanno di non saper ballare
Almeno loro lo sanno…

Non sopporto il ritmo
Sto chiedendo l’assegno
La ragazza con le unghie cremisi
Ha Gesù intorno al collo
Che dondola con la musica
Che dondola con la musica
Oh oh oh oh

Ciao ciao
Sono in un posto chiamato Vertigine
E’ tutto quello che speravo di non conoscere
Tranne tu che mi dai qualcosa che posso sentire, sentire

Sotto scacco matto
Oh sì
Ore di divertimento…

Tutto questo, tutto questo può essere tuo
Tutto questo, tutto questo può essere tuo

Tutto questo, tutto questo può essere tuo
Dammi solo quello che voglio e nessuno si farà male….

Ciao ciao
Siamo in un posto chiamato Vertigine
Le luci calano e tutto quello che so
E’ che tu mi dai qualcosa
Posso sentire il tuo amore che m’insegna come
Il tuo amore m’insegna come, come inginocchiarmi…
Sì sì sì sì


Are you gonna wait forever?

“Tutti gli ostacoli sul mio cammino, ora
Stanno scomparendo di giorno in giorno, ora
Mi sto avvicinando
Ci stiamo avvicinando a casa
Non manca molto all’arrivo dell’estate

Aspetterai per sempre?
Aspetterai per sempre?

Uscendo da sotto il mio letto, ora
Sto per dire le cose che avre dovuto dire, ora
Avvicinandomi
Avvicinandomi a cosa c’è di vero
Troverò me stesso in te

Aspetterai per sempre?
Aspetterai per sempre?
Aspetterai per sempre?
Aspetterai per sempre?

Non c’è nessun altro la dietro ai suoi occhi
Sono in affari, stupende bugie
Manterremo la promessa
Perché non sappiamo come romperla
L’arredamento puoi risistemarlo
Non vendere i tuoi sogni per un leggero cambiamento
Proteggi la fiamma, o meglia lasciala scoperta

Aspetterai per sempre?
Aspetterai per sempre?
Aspetterai per sempre?
Quanto?

Aspetterai per sempre?
Quanto, per quanto, per quanto?
O è adesso, adesso, adesso?
O è adesso?”


Neon Lights

Luci al Neon
Scintillanti luci al neon
Ed al calare della notte
Questa città è fatta di luci

Words by: Bono
Music by: U2
Traduzioni da: U2/Anche Tu!

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2 Replies to ““Vertigo” [2004]”

  1. Complimenti! Riveli un sacco di significati nascosti delle loro canzoni.
    C’è una cosa che vorrei sapere se riesci a spiegare.
    Che significati ha la copertina di how to dismantled an atomic bomb?
    La copertina è troppo anonima per non avere qualche significato sotto.
    Cosa dici?

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    1. Purtroppo devo “deluderti”. Ad oggi la copertina di “How To Dismantle An Atomic Bomb” non ha dei gran significati da svelare, semplicemente è una foto della band (neanche troppo riuscita). Molto probabilmente volevano ricreare una copertina semplice rifacendosi alle loro origini.

      Mi piace

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