“Every Breaking Wave”: il cortometraggio

Sul canale youtube The Creators Project è stato caricato il cortometraggio Every Breaking Wave di Aoife McArdle: girato a Belfast – teatro dei Troubles – il video ricrea le tensioni delle lotte armate nell’Irlanda del Nord, ripercorrendo attraverso l’amore dei due protagonisti, appartenenti a quartieri rivali, il sentimento di totale abbandono e distruzione in cui riversava l’Irlanda in quel periodo.

Il corto è ambientato nei primi anni ’80 – si può notare all’inizio della pellicola la copertina dell’album October degli U2, pubblicato nel 1981, e il brano Alternative Ulster degli Stiff Little Fingers – e mette in scena le tristi vicende quotidiane a cui erano sottoposti i cittadini nord-irlandesi: gli attentati dinamitardi, le sparatorie in strada, i sequestri (spesso senza prove) da parte dei militari inglesi, i covi clandestini dell’IRA e l’arruolamento di migliaia di giovani nelle sue file.

Il tutto, come detto, si intreccia con la storia d’amore di Sean e Sandra – quest’ultima residente a Shankill, quartiere tristemente famoso per i Shankill Butchers – i quali vivono il loro amore come se fosse una trasgressione romantica alla trasgressione violenta dei gruppi paramilitari. Ed è strano guardare questo video pensando a Bob Hewson e Iris Rankin, i genitori di Bono, anch’essi divisi dalla fede ma uniti nel loro amore.


Torniamo indietro all’Irlanda dei primi anni Ottanta: il Nord è in guerra con se stesso e sta andando a pezzi.

Non sanno cosa sia la pace, ancora. Una giovane rock band se ne sta sdraiata nelle strade di Dublino dopo una suonata, fumando sigarette e guardando il cielo. Presto il mondo sarà il loro palco. Ed entro pochi anni, una giovane ragazza guarderà Taxi Driver con sua madre e prenderà una videocamera per iniziare a girare i suoi filmini.

Questi tre mondi vanno a collidere nel corto di Aoife McArdle Every Breaking Wave, un saggio visuale dell’omonima canzone degli U2  e della tumultuosa era dei conflitti interni all’Irlanda del Nord.

Per McArdle, gli accordi di apertura di Every Breaking Wave degli U2 erano stranamente nostalgici e seduttivi, capaci di richiamare i ricordi della sua giovinezza in Irlanda del Nord e quelli della generazione di suo padre.

C’era una vera energia giovanile e una specie di sensualità in quell’apertura. E mi sono semplicemente fatta trascinare”, dice a The Creators Project. Il film intreccia le tipiche prove di qualunque adolescente – i primi amori, l’amicizia, l’identità – con le rudi realtà che Belfast prometteva nei primi anni Ottanta.

In quel periodo, l’Irlanda del Nord era bloccata in mezzo a un decennale conflitto etno-nazionalista chiamato “The Troubles”, nel quale gli Unionisti Protestanti, che volevano rimanere nel Regno Unito, affrontavano i Nazionalisti Irlandesi Cattolici, che volevano staccarsi e formare l’Irlanda Unita. “Ho sempre voluto scrivere una storia su tutto questo”, dice McArdle, che è cresciuta subito dopo questo periodo, ricordando vividamente come fosse avere le bombe che esplodevano, gli elicotteri volare sopra al giardino e forze armate ovunque. Ha dato alla storia d’amore in Every Breaking Wave un taglio alla Romeo e Giulietta, facendo uno dei protagonisti cattolico e l’altro protestante. “E’ già abbastanza incasinato essere un adolescente, ma immaginate di essere adolescenti con quel genere di violenza appena fuori dalla porta di casa” aggiunge. Allo stesso momento, ha voluto mostrare come i giovani fossero capaci di resistere e riprendersi nell’affrontare tutto ciò.

Cortometraggio - Every breaking wave 1

La McArdle ha progettato un copione con la musica che si riversa fuori dai suoi altoparlanti, annotando su quali strofe poteva sovrapporre i dialoghi, quali parti non potevano avere dialoghi, quando la musica poteva parlare per l’azione e quando il testo [della canzone] poteva prendere il posto nel raccontare la storia. “E’ come comporre un mosaico”, spiega. Mentre ascoltava a ripetizione Every breaking Wave e The Troubles, con la loro tensione crescente , la McArdle si è resa istintivamente conto di voler mischiare onniscienti e voyeuristiche riprese dall’alto catturate da gru mobili, con primi piani viscerali ed emotivi, “muovendo dall’intimo all’epico in un istante”, come descrive.

Se le storie personali sono le fondamenta del film, la struttura è stata costruita mattone su mattone da un’immensa banca di risorse creative che la McArdle ha raccolto durante la sua vita. La sua moodboard per il progetto era piena di artisti punk fotografati da Derek Ridgers e Gavin Watson, panoramiche della città di Belfast e immagini di guerra scattate durante i Troubles da fotografi come Gilles Peress e Peter Marlow. E’ stata spronata dalle sue letture, in particolare i lavori di William Faulkner, Flannery O’Connor, e altri scrittori gotici americani del sud, dei quali ha riscontrato un’eco del loro stile duro nei modernisti irlandesi. Ha guardato e studiato una serie di film, da Michelangelo Antonioni e Pier Paolo Pasolini a David Lynch, Wim Wenders e Terrence Malick. Ha anche guardato alle tecniche di narrazione dei documentaristi.

Cortometraggio - Every breaking wave 2

Per la cinematografia, la McArdle si è rivolta ai dipinti per farsi un’idea di come usare la luce e il colore per elevare storia e personaggio.  “Stranamente, mi sono ispirata molto a Max Ernst, ancora. Soprattutto per come usava il colore giallo” dice. Ammira come Ernst riesca a fissare i gialli che entrano nelle sue pitture di ambienti deserti. Ed Edward Hopper, aggiunge, che dipinge con una sottoesposta estetica, usando vividi colori per rappresentare il noir. Similarmente, accentua l’effetto nei suoi stessi film, mentre termina la fase di modifica delle sfumature di colore, affermando: ”Mi piace quando non riesci a vedere bene i visi delle persone, perché penso che le renda più enigmatiche. Restituisce loro il mistero, dopotutto”. Altri pittori che hanno significativamente influenzato il suo lavoro estetico includono Francis Bacon, George Shaw e il cineasta Alan Clarke.

Voleva che la finzione avesse un ché di realistico, che ha significato cercare gli attor “per strada” e girare le scene in Irlanda del Nord. Per il ragazzo principale, ha cercato qualcuno che apparisse duro, ma che potesse anche mostrare un barlume di vulnerabilità. “Camminavo per strada e ho individuato questi due ragazzi che se ne stavano lì, fumando sigarette fuori dal municipio di Belfast. Ho pensato che uno dei due avesse gli occhi magnetici e una faccia interessante”, dice. Lo ha convinto a presentarsi all’audizione come protagonista. I restanti personaggi sono interpretati da bambini nati e cresciuti a Belfast. Dal momento in cui le riprese sono iniziate, McArdle ha notato che crescevano e diventavano sempre più brillanti e che avrebbe potuto trarre qualcosa dalle loro vite ed emozioni di ragazzi cresciuti nel periodo immediatamente successivo ai Troubles. “Uno di loro diceva tipo ‘si, credo diventerò un parrucchiere perché mia madre ha un negozio per parrucchiere’. E io dicevo tipo ‘no, tu diventerai un attore’”, dice.

Essendo cresciuta vicino Belfast, la McArdle sapeva già in quali luoghi voleva girare la sua storia, come ad esempio l’enorme, desolata area portuale di Harland e Wolff: “E’ un posto abbastanza emotivo in molti modi. Era una zona industriale fiorente in Irlanda del Nord, per poi cadere ai margini, come una delle vittime della depressione economica. Le gru gialle e i macchinari industriali nel vasto deserto hanno concretamente aiutato a creare un bellissimo ambiente poetico”, aggiunge.

La scena più emotivamente impegnativa è stato il finale, dice la McArdle, che si è ispirata a episodi come il Bloody Friday, un attentato esplosivo del 1972 rivendicato dalla Provisional Irish Republican Army dopo un insuccesso nelle trattative con l’esercito inglese. “Stai girando con persone che ci sono passate per davvero e diventa una cosa fortemente emozionante”, dice. “C’è qualcosa di abbastanza catartico in questo”. Impregnare la scena di autenticità, ha mormorato, perdendosi nei suoi ricordi di un altro giorno, il 15 agosto 1998, quattro anni dopo la tregua temporanea dell’IRA, quando un piccolo gruppetto indipendente che si opponeva all’accordo chiamato Good Friday (Belfast) e che si faceva chiamare “Real IRA”, programmò un attentato con un’auto esplosiva che uccise 29 persone e ne ferì più di 200. La McArdle, che allora era un’adolescente, era a Dublino il giorno in cui sentì dell’attentato di Omagh. Nonostante suo fratello minore fosse scampato al peggio con solo dei tagli provocati dai vetri rotti, lei sapeva che molti amici e vicini non erano stati così fortunati.

Cortometraggio - Every breaking wave 3

Dopo la tregua, il livello di violenza non si è più avvicinato a quello che era stato precedentemente, dice la McArdle. Ma poiché il conflitto ha iniziato a rimarginarsi solo molto recentemente, il suo ricordo permane ancora “come un malessere”. Comunque, dalla sua visita a Belfast, ha potuto vedere il processo di guarigione in atto, vedendo come i giovani stanno diventando più progressisti e desiderosi di andare contro il passato, malgrado le pressioni di genitori e nonni.

Dopo una lunga permanenza a Londra, la McArdle pensa di spostarsi di nuovo a Belfast quest’anno per lavorare al suo primo lungometraggio. “Molti dei film sull’Irlanda del Nord non sono stati girati in Irlanda del Nord, che è piuttosto strano. Molti sentono che sia troppo vicino al “nucleo”. O sono troppo spaventati per farlo. Non so perché”.

Sebbene Belfast possa essere ancora economicamente svantaggiata, con molte persone che se ne vanno perché non riescono a trovare lavoro, McArdle crede che sia un terreno maturo per la narrazione di storie e per il cinema. “E’ bello essere capaci di riportare qualche progetto laggiù e mi sento ardere dalla voglia di fare film là”.

VIA: films.vice.com | Traduzione: Gabriel @GABRIELCILLEPI & Elisa @ELIVOX92
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