The Dalton Brothers

I Dalton Brothers esordirono in veste live il primo Novembre 1987 durante il concerto di Indianapolis come gruppo-spalla degli U2. Poco prima dell’inizio dello spettacolo il manager Paul McGuinness informò la band irlandese che i Los Lobos (gruppo-spalla ufficiale) non sarebbero riusciti a recarsi al concerto poiché avevano perso l’aereo. Fu a quel punto che si optò per i Dalton Brothers, gruppo country/western emergente composto da quattro fratelli – Alton Dalton (Bono), Luke Dalton (Edge), Betty Dalton (Adam), Duke Dalton (Larry) – che con un repertorio tipicamente americano intrattenne il pubblico per il tempo necessario prima di lasciar spazio agli U2 (non senza qualche fischio) . I Dalton aprirono successivamente altri due concerti durante il Joshua Tree Tour: a Los Angeles, il 18 Novembre, e ad Hampton il 12 Dicembre.

Ricorda Edge:

Indossammo tutti abiti in stile western e uscimmo dal palco a suonare una serie di canzoni country. Facevamo davvero schifo, ma in quei grandi spazi soltanto le prime cinque o sei file riuscivano a vedere le nostre facce. Alcuni di loro ci sgamarono: dopo due o tre canzoni si sparse la voce e nelle file davanti cominciò a crescere un grande entusiasmo e la gente rideva, ma tutti gli altri se ne stavano a comprare pop-corn. Praticamente nessuno oltre le prime file ci degnò di qualche attenzione.

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I Dalton Brothers: da sinistra Luke Dalton, Betty Dalton, Alton Dalton e Duke Dalton.

I Dalton Brothers si rifanno alla tipica scuola country americana seguendo il filone del country/rock o del western/rock tanto in voga negli anni ’70. Il nome del gruppo rievoca una famosa banda di malavitosi dell’Oklahoma, la Dalton Gang chiamata anche Dalton Brothers poiché tre dei quattro componenti erano fratelli – tra il 1890 e il 1892 fu protagonista di vari episodi criminali: dal contrabbando di liquori a varie rapine a mano armata.

Il gruppo, ovviamente, è una scherzosa trovata dei quattro ragazzi irlandesi che, in un momento di cazzeggio generale, decisero di risolvere il problema in “famiglia” la mancata presenza dei Los Lobos. Ma in questo divertente esperimento si nasconde la vera essenza di quello che diventerà Rattle&Hum, con il suo spirito americano intriso di blues e la consapevolezza (mai veramente capita dai critici dell’epoca) che gli U2 non erano, e non sarebbero mai stati, un gruppo americano.

La scelta di chiamarsi Dalton Brothers, adottando il tipico look alla “Bo and Luke”, è una carnevalesca presa in giro a tutti quei gruppi di stampo familiare che saltarono fuori come funghi dalla fine degli anni ’60 alla fine degli anni ’70; gruppi che invasero l’America portando il country/rock in cima alle classifiche nazionali – possiamo ricordare gli Allman Brothers band, gli Everly Brothers, i Flying Burrito Brothers e i Doobie Brothers, anche se quest’ultimi presentavano già delle influenze più funky e disco.

Alton Dalton, Luke Dalton, Duke Dalton e Betty Dalton. Adam era una Betty fantastica” – ricorda Bono – “suonammo in quelle vesti solo poche volte. Ricordo quando incontrammo il signor Udo, il nostro promoter giapponese, che non ci vedeva da qualche anno. Non sapeva che ci fossimo vestiti così per ridere e pensò: ‘Accidenti, come siete cambiati. Serve questo per sfondare in America?

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Betty e Alton Dalton durante un’esibizione.

Fu un gioco – se vogliamo un primo germe della ZooTv perché fu davvero la prima volta che gli U2 si travestirono durante un loro concerto. Bono, addirittura, cambiò il proprio accento, il modo di parlare e le sue movenze, come avverrà, sei anni più tardi, con MacPhisto. Ma soprattutto per la band fu l’occasione per potersi liberare dagli U2: si divertirono a suonare country, a esternare la musica che stavano assimilando in quel periodo, portandola nei loro live senza aver il timore di essere giudicati. Cosa che avvenne puntualmente nell’Ottobre 1988 quando nei negozi uscì Rattle&Hum, con i critici musicali che demolirono gli U2 per essere “la band irlandese che gioca a fare gli americani“. Ciò portò anche una sorta di avversità da parte della loro terra natia, l’Irlanda, dove la svolta americana della band – iniziata con The Joshua Tree e che li porterà al periodo nero durante il Lovetown Tour – fu vista come una negazione delle loro origini.

Esattamente come l’influenza punk/rock di fine anni ’70, l’influenza dei gruppi country – durante il Joshua Tree Tour – diede agli U2 nuova linfa che spinse la loro musica in una ricerca sonora che andò oltre i confini nazionali ed europei. Canzoni come Heartland, pur presentando i tipici caratteri U2ici, ha un nucleo centrale fortemente country che si rifà alla tradizione blues delle contee degli stati del Sud, dove i canti gospel raccontavano delle piantagioni di cotone e del lavoro degli schiavi neri, rievocando immagini suggestive caratterizzate dalla contrapposizione della bellezza naturale del continente americano al dolore fisico dei lavoratori.

Tutto questo fu sperimentato e metabolizzato in esibizioni dapprima circoscritte – molte canzoni country furono suonate nei camerini prima o dopo i concerti (Lost Highway) o durante i soundcheck (Lucille) – dove gli U2 cercavano sé stessi all’interno di questa nuova dimensione musicale. I Dalton Brothers furono, quindi, l’anteprima di ciò che gli U2 sarebbero diventati da lì a poco con Rattle&Hum e, con uno sguardo più lontano, a ciò che metteranno in piedi con lo ZooTv nel 1992, dove il travestimento e lo scherno sarebbero diventati i pilastri portanti di un mondo falso e affascinante.

Video

The Dalton Brothers [Live in Los Angeles – 1987]

Gli U2, travestiti da Dalton Brothers, aprono il concerto a Los Angeles.


U2/The Daltons – Song, Band and Group of the 80’s [1989]

Gli U2/Dalton Brothers, presentati da Daniel Lanois, ricevono i premi come miglior gruppo anni ’80, miglior album degli anni ’80 [The Joshua Tree] e miglior canzone degli anni ’80 [Pride].

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