“Una serata al ‘The Roxy'”

Nell’immagine di testata: Bono e Adam Clayton si esibiscono al ‘The Roxy Theatre’ [28 Maggio 2015] | © Cody Black

Dopo due serate, di cinque, al The Forum, la band è tornata indietro nel tempo la scorsa notte ritornando alle origini dei club per suonare al Roxy di Los Angeles – 500 posti – il loro primo concerto, degli ultimi decenni, in un luogo così intimo.

Se l’iNNOCENCE + eXPERIENCE Tour sta reinventando lo show indoor come un intimo tour de force, questo improvvisato ed intenso concerto da club – per pochi centinaia di fortunati che avevano il contest di KROQ – ha raggruppato l’energia vigorosa degli stadi, da parte di pubblico e band, nel più piccolo club di Los Angeles dove la band abbia mai suonato.

Analogamente a questo show la set-list del The Roxy ha condiviso cinque canzoni con la set-list della leg americana del Boy Tour, nel lontano 1981.

Lo show si è aperto con The Ocean, come la band faceva spesso a quei tempi, proseguendo in un’impetuosa 11 O’ Clock Tick Tock – riapparendo per la prima volta dal 2001.

I Will Follow ha evocato la magia dei tempi in cui, la band, ebbe notizia che la canzone era in rotazione continua su KROQ, prima di lasciare il segno nelle classifiche della loro città natale.

The Electric Co. è confluita in Beautiful Day, che Bono ha cantato abbracciando una giovane fan, finendo con il consueto ritornello di I Remember You dei Ramones – nello stesso posto dove, questi ultimi, girarono il live-set de “Rock’n’Roll High School”.

Elevation è stata eseguita per la prima volta dalla fine del 360° Tour nel 2011 e, mentre Bono diceva che non era sicuro se la band ricordasse come suonare il brano successivo, non ci hanno deluso con una bellissima e corale Stuck In A Moment You Can’t Out Of.

Can’t believe the news today…” Una classica, ma infuocata, versione originale di Sunday Bloody Sunday è stata dedicata a Dennis Sheehan che “ha avuto la dignità a cui la nostra musica aspira” per poi essere seguita da Out of Control, portandoci, per tutta la sua esecuzione, nuovamente al 1981 chiudendo il main-set.

Le prime volte che suonavano in club come questo, 11 O’ Clock Tick Tock e I Will Follow venivano risuonate, ma ora ci sono un pò più di canzoni da eseguire dal repertorio. Vertigo ha aperto gli encores con Bono che si lasciava cadere all’indietro tra le braccia dei fans di fronte al palco – “ne è valsa la pena” – mentre Song For Someone è stata dedicata a due fan speciali presenti alla serata, “Due bellissime catene di DNA…belle quasi come la loro madre.

Ecco come Rolling Stone descrive la fine del concerto:

“Alla fine della serata (Bono) ha parlato del primo viaggio degli U2 a Los Angeles e della visita a Zuma Beach per cercare la casa di Brian Wilson. Ha precisato che c’era un album dei Beach Boys alla prima prova degli U2 nel 1976. ‘Avevamo sentito che aveva un pianoforte in una sabbiera, e abbiamo pensato che quest’uomo facesse Musica delle Sfere*‘ ha detto Bono mentre la band ha eseguito la celebrativa California (There Is No End To Love). La band ha aggiunto un estratto di God Only Knows dei Beach Boys e ha terminato un breve ma potente set con un suono mistico ed energico tipico degli U2″

Una notte magica.

Fonte: U2.com | Traduzione: Angelo @Noodles105

*la “Musica delle Sfere” o “Musica Universale” è un antico concetto filosofico secondo cui i corpi celesti emettono suoni non udibili agli esseri umani ma esprimibili attraverso la matematica o la religione.
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