Steve Lillywhite: “Bono è la persona più brillante con cui abbia lavorato”

Nell’immagine di testata: Steve Lillywhite e Bono ai “Brit Awards” [1988]

steve-lillywhite
Steve Lillywhite all’inizio della sua carriera.

Quando gli U2 hanno faticato per finire l’album più venduto del 1987 The Joshua Tree, il manager d’allora, Paul McGuinness, ha richiesto un solo uomo: il super-produttore Steve Lillywhite.

Il geniale produttore inglese aveva prodotto i primi tre album degli U2 tra il 1980 e il 1983 – Boy, October e War, l’album della svolta – e aveva un potere eccezionale sulla più grande band del mondo.

Erano cosi giovani all’epoca del loro primo album, che ero visto come una sorta di maestro di scuola” ride Lillywhite. “Ogni volta che gli U2 mi vedevano, dicevano tipo ‘Oh, Steve è qui, meglio che torniamo al lavoro’

Il 60enne Lillywhite – questa settimana a Sidney per parlare a una giuria di autori di canzoni organizzata da APRA AMCOS – ha incontrato per la prima volta Bono, e la band, alla fine degli anni’70, quando era produttore interno presso la Island Records.

Andai a vederli in una scuola nella costa occidentale dell’Irlanda” ricorda Lillywhite. “Tutti i ragazzi erano da una parte e tutte le ragazze dall’altra, e questa band, formata da ragazzi di 17-18 anni, uscì, e c’era questa loro cieca passione che era piuttosto forte.

Ma non avevano personalità” continua Lillywhite. “Andai a parlargli nel loro backstage ma non parlavano, non avevano nulla da dire

Nonostante Bono “ha avuto un paio di tagli di capelli ingannevoli” fin dal primo concerto, Lillywhite si è meravigliato come il timido cantante si è evoluto in qualcuno capace di conquistare l’attenzione delle folle degli stadi e dei leaders mondiali.

Bono è la persona più brillante con cui abbia lavorato” ha detto il produttore. “Per essere davvero una grande star hai bisogno di più del semplice talento. E’ necessaria dedizione ed energia, e Bono ne ha da vendere. E’ incredibile.

Lillywhite – che ha lavorato con gli Ultravox, Johnny Thunders e Siouxsie and The Banshees prima di collaborare con gli U2 – è stato essenziale per il suono dei primi tre album [Boy, October, War]. Ha contribuito a otto dei loro album, vincendo cinque dei suoi sei Grammy Awards.

Ho avuto alcuni momenti terribili con gli U2, dove furono cupi e tetri in Irlanda“, ha detto. “Ma ora che riascolto e ripenso a quei periodi, non me li ricordo.

Ricordo di me e Bono rompere delle bottiglie su un muro per ‘I Will Follow’ e far scorrere un coltello lungo i raggi di una bicicletta per riprodurre un suono di percussioni.

Il successo di War fece di Lillywhite un produttore molto richiesto. Durante gli anni’80, ha prodotto album con i Talking Heads, Morrissey, XTC, Simple Minds, Peter Gabriel e i Rolling Stones.

Lillywhite inoltre, come è noto, ha registrato due album con i Pogues verso la fine degli anni ’80. La moglie di allora, la compianta Kirsty MacColl, ha cantato con la “true bohemian” Shane MacGowan nel classico natalizio Fairytale of New York, mentre la band – notoriamente sbronza – lo ha citato [nel testo di] Cotton Fields [con il verso] “Now Steve Lillywhite’s drunken mix“.

Bastava farli ad una certa ora del giorno” ha riso. “Non vorrei mai arrivare a fare una base musicale a mezzanotte.

Version 2
Steve Lillywhite ai giorni nostri.

In anni più recenti, Lillywhite ha lavorato con i Killers, Jason Mraz, Dave Matthews Band, Crowded House e si è riunito agli U2 nel 2004 per How To Dismantle an Atomic Bomb. Egli è anche diventato un talent-scout, scoprendo il gruppo indie inglese Razorlight e la band psychedelic-rock MGMT.

Lillywhite ha vissuto a Jakarta nell’ultimo anno, producendo l’album – numero 1 in classifica – della migliore rock band indonesiana: i Noah.

Sono stato davvero fortunato a lavorare con molte persone fantastiche“, ha detto, descrivendo se stesso come “il capitano della nave” nello studio: “sì, comando io, ma non sono un dittatore“.

Lillywhite aveva solo 17 anni quando fu assunto come tape operator alla Polygram a Londra. Scherza dicendo che la sua paura di non essere bravo a fare nient’altro, lo spinse a diventare un grande produttore.

Sono riuscito a trovare un lavoro in uno studio e fu all’incinca: ‘O ho successo come produttore o praticamente mi metto a girare hamburger per tutta la vita“, ha detto.

Non avevo voglia di girare hamburger, così, eccomi qui“.

Fonte: au.news.yahoo.com | Traduzione: Angelo @Noodles105 | Revisione: Gabriel Cillepi
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...