Tragedia e trionfo sul tour degli U2: “Lo stiamo portando avanti” dice Oseary

Nell’immagine di testata: gli U2 durante “Even Better Than The Real Thing” [Los Angeles – 27 maggio 2015] | Photo By: Jeff Hollett | VIA: U2Start.com

“Perseveranza” è il motto dopo che una morte inattesa scuote le fondamenta di un cammino già messo alla prova da diversi ostacoli.

Poco prima delle 23.00 del 26 maggio scorso, lo sguardo del 68enne Dennis Sheehan – tour manager di lunga data che aveva girato il mondo in lungo e in largo coi Led Zeppelin, Patty Smith e Iggy Pop – era intento ad osservare un familiare camerino largo 10 piedi.
La stanza del “cambio veloce” era stato appena usato dagli U2 – Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr – mentre salivano la breve scalinata per esibirsi nelle ultime tre canzoni degli “encores”, al Forum di Los Angeles. Era la prima di cinque date e, stando ai presenti, il corpulento irlandese, aveva lavorato con la band per 33 anni, aveva un gran sorriso.

Meno di 12 ore dopo, Sheehan è stato trovato morto nella sua stanza del Sunset Marquis Hotel (le cause sono ancora sconosciute), scuotendo le fondamenta di un tour già segnato dalle sue battute d’arresto – tra cui il debilitante infortunio al braccio di Bono nell’incidente in bicicletta dello scorso Novembre, e la caduta dal palco di The Edge durante il concerto di apertura del Tour, a Vancouver il 14 Maggio scorso.

Come nuovo membro, avverto un senso di familiarità e unità”, racconta il manager della band Guy Oseary a Billboard. “E’ un evento tragico, triste e doloroso, ma viste le loro solide fondamenta costruite negli anni, ci facciamo tutti forza. Lo spirito di Dennis è con noi ogni giorno, ogni minuto.

Indubbiamente, dice un membro dello staff durante un momento di preghiera tenuto da Bono e da un prete, “Dennis era il cuore e l’anima dell’organizzazione”, un sentimento che ha portato verso la performance di quella sera, dove il front-man ha onorato l’amico di lunga data con 40, [canzone] suonata raramente (una fonte dice che la band aveva considerato di suonare “Kashmir” dei Led Zeppelin).

E’ sufficiente dire che i social network non sono stati un baluardo di sensibilità, e non ci è voluto molto tempo prima che Facebook e Twitter si riempissero di commenti [inneggianti al fatto] che il tour fosse “maledetto”.
Nel settore discografico malinconiche voci sul manager originario della band – Paul McGuinness, ritiratosi nel 2013 – hanno fatto il giro tra gli addetti ai lavori prendendo le misure dell’attuale manager della band – i ricordi del goffo rilascio dell’ultimo album degli U2 sponsorizzato da iTunes, Songs of Innocence, sono ancora ben presenti nella testa di molti. Da parte sua, Oseary, 42 anni – rappresentante anche del tour della vigorosa Madonna – sostiene “Mi sono concentrato su tutti i lati positivi.

E ce ne sono un sacco. La maggior parte delle date del lungo viaggio dell’iNNOCENCE + eXPERIENCE Tour – la cui leg in Nord America si concluderà il 23 Luglio comprendendo una serie di concerti a New York e Chicago – sono ormai sold-out, con il solo Forum – ove si sono svolte cinque date degli U2 – che ha fatto conteggiare 83.000 biglietti venduti secondo Live Nation, il cui dirigente, Arthur Fogel, ha ingaggiato la band dal PopMart Tour del 1997.

Le recensioni per i due atti dello spettacolo – spalmati in tre ore di concerto – sono state assolutamente positive, e se la frenesia dei fans non è stata sufficiente per ottenere l’entusiasmo dei media, la partecipazione di molte celebrità ai concerti di Los Angeles ha sicuramente contribuito a tale scopo.

Il successo della serie di concerti nella “Città degli Angeli”, è anche merito del “The Forum” – che ha subito una ristrutturazione di 100 milioni dollari nel 2013. Adesso [è] una struttura all’avanguardia, ed è stata in grado di accogliere l’elaborata produzione degli U2: tre palchi, proiezioni multimediali e una passerella che si estende per tutta la lunghezza dell’arena – fornendo, allo stesso tempo, un senso di intimità.

Se c’è una band che può far avvertire uno spazio ampio come se fosse piccolo, questi sono gli U2. Il 360° Tour, lo sconvolgente tour della band record d’incassi (ha incassato 756 milioni di dollari tra il 2009 e il 2011), è stato caratterizzato da un’enorme struttura ad artiglio che ha permesso alla band di suonare a tutto tondo (con una visuale di 360° appunto ndr). Per l’iNNOCENCE + eXPERIENCE Tour, i fans sul parterre possono padroneggiare il loro sguardo in quanto esso si muove liberamente intorno allo spazio d’accesso dell’arena [non essendoci ostacoli].

E’ tutto [fatto] in nome del coinvolgimento, afferma Oseary, e l’innovazione è una parte importante di esso. “Si ottiene una parte dello show con la tecnologia [a farla da padrona], e altri momenti in cui le canzoni sono mostrate in maniera cruda“, spiega.

L’attuale leg degli U2 prevede un incasso di 120 milioni di dollari, secondo le stime di Billboard, ponendoli nell’area di guadagno dei veterani The Rolling Stones, in tour da questa estate ma negli stadi.  La vicinanza dei tour dei due gruppi porta a chiedersi se il 55enne Bono sarà – come il 71enne Mick Jagger – ancora alla ricerca di quella verifica sul palco tra 20 anni. Dice Oseary: “Sono stato un fan di questa band da quando avevo 13 anni e non avrei mai potuto immaginare che, dopo 30 anni, sarei stato on-the-road ogni sera nel loro miglior tour. Sono proprio felice di essere un elemento invitato [a far parte] di quella famiglia. E spero che quando Paul [McGuinness] lo vedrà, ne sarà orgoglioso e dirà ‘Ottimo lavoro’. Questo è tutto quello che posso fare. Non so cosa riserverà il futuro. So solo che in questo momento lo stiamo portando avanti.

Fonte: HOLLYWOODREPORTER.COM | Traduzione: Maura Rizzo @ORGANIZERU2 & Gabriel Cillepi
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