Willie Williams parla dell’I+E Tour [Parte 2]

Nell’immagine di testata: Gli U2 a Denver [6 Giugno 2015] | Photo By: Ultra 5280 | VIA: U2Start.com

TRADUZIONE EFFETTUATA CON LA GENTILE AUTORIZZAZIONE DI LIVEDESIGNONLINE: WILLIE WILLIAMS ON U2’S INNOCENCE + EXPERIENCE, PART 2

DI MARIAN SANDBERG

L’iNNOCENCE + eXPERIENCE Tour degli U2 si sta facendo strada in giro per le arene del Nord America e Live Design continua l’intervista con Willie Williams, direttore creativo, che ha lavorato con gli scenografi Es Devlinm, Ric Lipson (Stufish) e l’ingegnere del suono Joe O’Herlihy.

Live Design: Parliamo un pò del gruppo creativo di questo tour.

Willie Williams: Il team è magnificamente diversificato, essendo trainato da molte direzioni diverse. Gavin Friday è il direttore esecutivo, anche se il suo ruolo è stato molto concreto durante le prove generali. E’ un amico della band sin dall’infanzia ed è a sua volta un artista e performer. Ha un istinto straordinario e un radar riguardo tutte le parti della produzione.

Es Devlin e Ric Lipson sono stati scenografi nonostante questo. Anche in questo caso, questo non comprende tutto il lavoro che hanno fatto, essendo stati i miei collaboratori principali sin dall’inizio del progetto e attraverso le sue molte, molte iterazioni.

Joe O’Herlihy è stato una star, come suo solito, in quanto direttore audio in circostanze senza precedenti. Joe ha lavorato con gli U2 per ancor più tempo di quanto io abbia fatto, un uomo più debole avrebbe lasciato decine di anni fa, visti i parametri con cui ogni tanto gli è stato chiesto di lavorare. Il suono è uno dei protagonisti pricipali di questo spettacolo ed è nato sul fatto che l’intero palco è sparso su tutto il pavimento dell’arena, così un normale impianto sonoro non avrebbe fatto il suo dovere.

Sharon Blankson è il capo del guardaroba ma essendo da sempre parte della vita degli U2, è in grado di contribuire in tutte le aree, come Morleigh Steinberg, ufficialmente la coreografa, ma anche lei contribuisce a tutto lo show. “Smasher” – Stefaan Desmedt – completa il team creativo, essendo il regista del tour che dirige l’accensione della videocamera live mentre fa volare un aereo con la sua mano sinistra.

Es, Ric e io abbiamo apprezzato enormemente la nostra collaborazione, tanto più [che] ci rendiamo conto che è improbabile che lavoreremo ancora insieme noi tre, essendo improbabile che uno spettacolo vorrebbe assumere due diverse società per la progettazione di uno show.

E’ avvenuto [ciò], all’incirca, perché nel momento in cui abbiamo iniziato a progettare questo spettacolo, ero consapevole che stavamo per perdere Mark Fisher, che è stato parte integrante della nostra vita per molti anni. Come strategia, per contenere questa perdita, ho invitato Es a far parte del team e a venire al primo incontro creativo con la band nel Marzo 2013. Mark stava ancora abbastanza bene per poter venire [anche lui], ed ero entusiasta anche per la partecipazione [anche] di Ric essendomi divertito a lavorare con lui su altri progetti. Inizialmente, Es ha scherzato sul fatto che non fosse molto sicura su quale potesse essere il suo ruolo, poiché Mark era chiaramente il lead designer tra di noi, così abbiamo deciso che lei sarebbe stata “la stagista” per imparare dal maestro. Ironia della sorte, e molto molto triste, Mark è morto appena tre mesi più tardi così, lungi dall’essere una stagista, la presenza di Es è stata una grande parte per contribuire a riempire quel vuoto.

Per me personalmente, è stato estremamente utile per avere le risorse di due aziende di design a portata di mano, tanto più che lo studio di Es e quello di Stufish lavorano in modi completamente differenti. Sto cercando di non abituarmi troppo all’idea. La divisione del lavoro è avvenuto in maniera naturale, ma i momenti più belli sono stati quando eravamo solo noi tre ad “armeggiare” sulla carta.

Live Design: In che modo si integra il tutto nella progettazione, artisticamente e tecnicamente?

Willie Williams: Il pezzo centrale è l’oggetto schermo-stage-ponte-illuminazione che corre lungo il piano dell’arena. Si compone di una passerella tra due pareti/schermi [PRG Nocture] LED V-Thru semi-trasparenti con travi d’illuminazione sia sopra che sotto la passerella. Esso atterra e decolla tramite delle scale auto-posizionanti e di un ascensore – che viene usato da alcuni o tutti i membri della band in diversi momenti; quindi è un oggetto che coinvolge praticamente tutti i reparti del tour.

Ci sono numerose canzoni in cui creiamo dei quadri viventi conciliando esseri umani, illuminazione, contenuti video e le immagini della telecamera. Ce n’è uno che è un’allusione al Sound and Vision Tour di David Bowie, dove il piccolo The Edge suona dal vivo mentre sta, in piedi, nella mano di un Bono dalle dimensioni di King Kong. Un’altra scena ha tutti e quattro i membri della band che compaiono e scompaiono in una linea attraverso la flebile luce gialla [sul] pannello digitale che Raff Bueno, il nostro capo del controllo-movimento, descrive come “se i Nine Inch Nails avessero avuto un carro di carnevale, sarebbe stato simile a questo“.

[Le] altre scene, lo credo davvero, sono del tutto senza precedenti, come Bono che cammina 20 piedi in aria lungo un surreale cartone animato della strada dove è cresciuto, visibile su entrambi i lati dell’arena contemporaneamente. Poi, proprio quando stiamo per sentirci anostro agio, entriamo nell’audio surround di un’autobomba a Dublino, che è la cosa più viscerale che si possa immaginare. Certamente, solamente nel rock’n’roll, non c’è stato niente di simile prima d’ora, cosa che è assolutamente emozionante per un gruppo di persone che hanno lavorato insieme per oltre 30 anni.

Il concetto del sistema audio dell’arena doveva essere completamente reinventato per questo tour, data la natura omni-direzionale delle performance e il fatto di avere la band in tutto il piano dell’arena. Joe O’Herlihy e Clair hanno iniziato da zero e, ancora una volta, sono stati pronti per essere giocatori di una squadra ad un livello tale, che avrebbe mandato via con il broncio la maggior parte degli ingegneri del suono. La pazienza di Joe con me, nel corso degli anni, non può essere minimizzata. Se avesse rifiutato dicendo che era impossibile, allora non avremmo semplicemente potuto fare questo. Come risultato, abbiamo una qualità sonora dello spettacolo che sta ottenendo ottime recensioni sulle testate giornalistiche principali. Il suono è un pò dappertutto anziché [essere] a tutto volume verso voi da una direzione.

Un fantastico effetto secondario degli altoparlanti, diffondendosi per tutta la stanza, è che si apre lo spazio aereo ad un grado incredibile; la grande nuvola nera è passata! Quando arrivi nell’arena, guardi in alto e senti come se non ci fosse davvero molto lì, che è un pò ironico dato che questo è il più imponente tour nelle arene nella storia degli spettacoli dal vivo.

Fonte: LIVEDESIGNOnline.COM | Traduzione: Gabriel @gabrielCillepi, Eli Snoopy & Angelo @Noodles105
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