Bono, The Edge e Larry Mullen Jr. intervistati dalla KBCO

Nell’immagine di testata: The Edge, Larry e Bono a Monaco [17 Marzo 2015]

Bret ha avuto l’opportunità, questo weekend, di incontrare Bono e il batterista degli U2 Larry Mullen Jr. per parlare del segreto di come sono stati insieme tutti questi anni, della natura provocatoria degli U2, della loro musica, di come sono riusciti a costruire e mettere insieme gli aspetti visuali e scenografici del loro show e dell’effetto che ha per loro sentire le proprie canzoni in radio, nonostante il loro album caricato su Itunes.

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Bret: possiamo dire che dall’accoglienza del pubblico, queste sono le persone che saranno state felici di ricevere l’ultimo album gratis su Itunes?

Bono: che cavolata!!! Non c’era tutta questa gente, credo che stai scherzando pesantemente!

Bret: ci sono delle emozioni profonde che entrambi, e tutta la band, esprimete in questo spettacolo; sentite che state toccando dei nuovi punti di eccitazione?

Larry: credo che come Bono ha puntualizzato, per fare la differenza nel futuro devi guardare al passato, e credo che liricamente questo disco sia complicato nella stesura delle canzoni, in particolare la canzone Iris (Hold Me Close), quei sentimenti sono universali, e quando quelle canzoni sono cantate e suoniamo quella musica non importa quanto sei duro, ti toccano comunque qualsiasi carattere hai.

Bret: ci sono molte emozioni forti nella band, recentemente avete perso il vostro manager Dennis e tu Larry hai perso tuo padre…condoglianze. Come fate ad andare avanti dopo queste perdite devastanti?

Bono: credo che in questi momenti ti aggrappi alla musica. Tutti lo fanno, noi siamo in una posizione fortunata, girare in tutto il paese con cinquantamila dei nostri più cari amici e condividere il nostro lutto. In Irlanda c’è un espressione: è un tipo di suono, una canzone, e magari è il suono che vorresti evitare, ma la musica aiuta veramente a dare a quel suono un posto, è una sfida stare sul palco dopo questi momenti, non c’e niente di più romantico di una sfida, è l’essenza del rock and roll…trovare gioia! E’ probabile che tutto ciò sono gli U2, in poche parole…me lo sono inventato…non scriverlo!!

Bret: non riesco a pensare a qualche altro gruppo, come ad esempio i Rolling Stones, ma Bill Wyman ha lasciato il gruppo nel 1990 circa; credo che non ci sia un’ altra rock and roll band che ha gli stessi componenti. Come fate a rimanere sposati (insieme)?

Bono: restare sposati non è la mia risposta ma è quella della moglie di George Harrison. Gli domandarono “come avete fatto a rimanere insieme?” Lei rispose: non ci siamo divisi. E’ un altra sfida in effetti: poteva succedere, siamo testardi irlandesi, e abbiamo degli affari in sospeso giusto no?? Giusto. L’opzione più facile è che, andando avanti con l’età, vuoi spingere via tutte quelle cose difficili via dalla tua vita, noi abbiamo deciso di fare l’opposto.

Larry: non siamo boy-scouts, è dura, siamo uomini non ragazzi; abbiamo l’opportunità di essere creativi insieme. E’ quella cosa che succede tra noi, è meglio inseme che come individui. Ci piaciamo ancora, ci odiamo, ci amiamo ,tutte queste cose sono ok ma alla fine è la parte creativa che ci tiene uniti; non c’è niente di più bello di questo: andare sul palco ieri sera e fare nove o dieci concerti, è fantastico dove stare e siamo grati per questo.

Bret: siete seduti alla parte opposta da me e due di voi siete seduti vicini comodamente; come fate a risolvere i problemi dopo che le cose vanno avanti da 40 anni? Siete mai arrivati alle mani?

Bono: The Edge ha seri problemi nel coordinare mani e occhi! C’è stato un episodio dove lui ha cercato di buttarmi giù dal palco, e gli è venuto bene. Le cose possono diventare fisiche ma credo che i danni peggiori siano mentali e anche d’igiene personale, ecco perché sono seduto un pò lontano!!

Bret: tutti e quattro collaborate sugli effetti visivi scenografici dello spettacolo?

Larry: siamo molto fortunati, abbiamo dei collaboratori che lavorano con noi da tanti anni e costantemente hanno idee; credo che l’idea principale di avvicinarci al nostro pubblico sia una cosa che vogliamo sempre ottenere in questo tour e ci siamo riusciti più che mai. Le idee vengono dalla band e ci sono altri che dicono dove posizionarti, ci sono persone che fanno questo. La visualità, tutte le idee, i testi, Bono è impegnato in questo. Siamo molto fortunati perché abbiamo Gavin Friday che ci aiuta; abbiamo Willie Williams che è con noi da sempre e la lista potrebbe allungarsi.

Bret: voglio ringraziarvi personalmente per la vostra musica, riempie la vita di molti e spero che lo farete per sempre se è quello che volte fare.

Bono: grazie che ci mandate in onda nella vostra radio! Siamo sempre più consapevoli di quanto sia eccitante essere in radio, abbiamo parlato un pò di questo. E’ stupefacente quando la tua attenzione è distribuita tra diversi dispositivi cellulari e altro, ma la radio è una grande cosa ti circonda. E se scegliete di mandare una delle nostre canzoni al vostro pubblico, questo noi lo rispettiamo e ve ne siamo grati.


The Edge ha parlato con Bret tra spettacoli storici degli U2 con l’esibizione in Colorado, come mettere su uno spettacolo che si collega con il pubblico a livello personale, la scomparsa del loro tour manager e la caduta di The Edge nella fase iniziale del Tour.

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The Edge: ciao Bret come stai?

Bret: sto bene Edge, è fantastico parlare con te. Benvenuto nel Colorado, sono contento di essere qui, la tua esibizione a Red Rocks è importante come un’icona per la storia del Colorado.

Edge: lo so Bret, lo è anche per noi, è come un angolo della nostra vita, tantissimi ricordi come band; abbiamo bei ricordi di quando abbiamo suonato qui.

Bret: ed eccoci qui, decine di anni dopo, al Pepsy Centre questa sera con il tutto esaurito. Sono rimasti pochissimi biglietti per lo spettacolo di domani. Le recensioni degli spettacoli del tour, fin’ora, dicono che voi ragazzi state suonando con massima eccitazione; ho anche letto che il gruppo ha qualcosa da dimostrare , puoi confermare?

The Edge: noi saliamo sul palco sempre con lo stessa motivazione, come se stessimo rifacendo domanda per lo stesso lavoro. Come all’inizio, siamo un gruppo che è impegnato a fare musica che smuove le persone, i fan degli U2 sono molto intelligenti e perspicaci, quando noi usciamo e suoniamo dal vivo sentiamo veramente di metterci in punta di piedi e presentare qualcosa di ben ideato, pensato e intelligente perchè sai, non ti nascondi facilmente oggi, non finisco mai di sorprendermi. Mettiamo delle cose nello spettacolo, alcune cose hanno riferimenti molto oscuri ma ogni volta che le persone mettono su i blog noi leggiamo cose che non abbiamo neanche mai pensato! Alcune cose sono un pò sopra le righe. Quello che sto cercando di dire è che noi, come Band, quattro ragazzi, abbiamo iniziato come dei fans in mezzo alla folla guardando i Ramones, i Clash o band irlandesi come i Thin Lizzy. Non abbiamo mai perso il senso di capire cosa vuol dire essere un fan e stare in mezzo al pubblico. Quando mettiamo su uno spettacolo, i fans sono nella nostra mente man mano che tutto va al proprio posto. Quello che cerchiamo di fare è ricreare quei momenti che noi stessi abbiamo vissuto (come fan); creiamo musica e facciamo shows che creano una connessione con i nostri fans, e vogliamo farli sentire come ci sentivamo nei nostri primi spettacoli. Eravamo giovani 17-18 anni.

Bret: c’è un gran trionfo Edge in questo spettacolo ma anche una tragedia: il vostro tour manager da lungo tempo, Dennis Sheenan, è scomparso. Era stato manager anche dei Led Zeppelin, Patti Smith e Iggy Pop. Voi, come band, come state affrontando questa perdita?ù

The Edge: lo sai Dennis è insostituibile per noi. Tutto quello che possiamo fare è andare avanti come lui avrebbe voluto. Lui avrebbe detto “lo spettacolo deve andare avanti” era quel tipo di uomo. Noi lo facciamo con un dolore nel cuore, alcuni momenti sono difficili, è una giostra di emozioni per molte persone, non solo per la band. Era la figura paterna per tutti noi in tour, come comportarci da persone mentre si è in tour. Era una persona che aveva visto di tutto nella vita; era testimone degli alti e bassi di tante rock stars; lui aveva questo modo stupendo di far restare tutto vero, tutto umano. Ci manca moltissimo.

Bret: so che ti sei mascherato da Jimmy Page per uno dei suoi compleanni.

The Edge: è vero. I quattro membri degli U2 mascherati da Led Zeppelin, abbiamo fatto un’atroce cover, e ti fa pensare perchè gli U2 non potranno mai essere una decente cover-band oppure se cercassimo lavoro per suonare nei bar o nei matrimoni moriremo di fame, non funzionerebbe! E’ uno dei nostri ricordi divertenti di quella sera, Dennis si è veramente divertito, abbiamo e avremo sempre un grandissimo rispetto per lui.

Bret: un paio di settimane fa sei caduto dal palco fa a Vancouver, lo sai cosa mi ha scioccato? Pensavo che The Edge fosse invincibile, cosa ti è passato per la mente in quel momento? Sembrava che ti fossi fatto veramente male, sei guarito totalmente vero?

The Edge: si, sono stato molto fortunato, molto. Veramente è successo tutto molto velocemente, non ho avuto tempo per pensare. Ho rivisto dopo, credo, che la chitarra che avevo ha urtato il palco davanti a me mentre stavo cadendo, e probabilmente mi ha mandato indietro e sono caduto prima in piedi e poi sono finito sulla schiena, fortunatamente non ho sbattuto niente. Lì c’erano alcuni supporti e se cadevo su questi probabilmente mi sarei spezzato la schiena. Ringrazio Dio perchè sono stato fortunato. Stupidità mia di non aver fato attenzione la prima sera sul palco, un nuovo palco, dovevo stare molto più attento. Ma ero trasportato dalla grande serata di apertura e dal pubblico degli U2 che cantava “I Still Haven’t Found What I’m Looking For”. Guardavo il pubblico in alto e ho fatto l’errore fatale di tagliare verso l’angolo del palco pensando che c’era un appoggio, invece no. Devo dire che me la sono scampata, sono stato fortunato.

Bret: ritornando indietro alla vostra carriera in gioventù, volevo chiederti: cosa ci puoi dire di quella sera a Red Rocks ripreso in video, aiuta a vedere gli U2 nella stratosfera?

The Edge: lo ricordo benissimo perchè per poco non si faceva il concerto! Per il nostro amico, che non è più con noi e che promuoveva lo spettacolo, Barry, le previsioni del tempo non erano buone ed era stato tutto allestito in un’arena; allora Barry vide la folla entrare, sentì le previsioni del tempo con la consapevolezza che lo spettacolo poteva essere rimandato di qualche giorno e al coperto. Lui disse “la band non vuole rimandare, la band crede che il tempo migliorerà, andrà tutto bene”, una di quelle persone irlandesi matte! Non si rendono bene conto del tempo nel Colorado, è tutta un’altra cosa, questa è una cosa seria. Barry discutendo della situazione, voleva avere ragione ma dovevamo dire al pubblico che non potevamo fare lo spettacolo ma, proprio in quel momento, la pioggia smise di cadere!
Abbiamo avuto questo incredibile miracolo atmosferico che si era creato a Red Rocks; sembrava che avevamo pagato una fortuna per delle asciugatrici! Una vista incredibile. Una persona mi ha detto sembrava che suonassimo dentro le nuvole, io credo che chi era lì erano i fans U2 duri a morire; quelli che non c’erano, che non erano come Barry, sicuramente hanno pensano “lo rimanderanno, andiamo”. L’atmosfera era fenomenale e ha fatto uscire fuori il meglio dalla band, uno dei più bei concerti, ed è tutto stato filmato. Io credo, per tutto quello che era successo per la situazione, che la paura di non suonare ne risentì sull’atmosfera: non solo visiva, ma anche l’aspetto spirituale è stato affascinante.

Bret: credo che sia appropriato che il tempo, oggi, per il vostro ritorno in Colorado sia così.

The Edge: si è vero, come il tempo irlandese che si trasforma in pioggia a sole in quaranta minuti. Dicono in Irlanda “se non ti piace il tempo aspetta mezz’ora.”

Bret: credo che dicono questo ovunque Edge..

The Edge: questo potrebbe essere vero in Colorado. Incredibile…

Bret: è fantastico parlare con te, questa sera tutto esaurito; per domani sera ci sono ancora pochi biglietti.

The Edge: abbiamo questo spettacolo fantastico, siamo orgogliosi di quello che abbiamo messo insieme questa volta. Siamo felici che tanta gente ci vuole vedere e ascoltare, noi siamo veramente eccitati per questa sera e domani sera.

Bret: sono sinceramente onorato di parlare con te, grazie del tuo tempo e, ci vediamo questa sera.

The Edge: ok, non vedo l’ora Bret!

Fonte: KBCO.COM | Trascrizione e traduzione: Franca Mauro (grazie mille!!)
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