“Seconda serata di cinque a Chicago” | U2.com

Nell’immagine di testata: gli U2 a Chicago [24 Giugno 2015] | Photo By: Cindy Simko | VIA: U2Start.com

Non siete ancora stati ad uno di questi concerti? Dopo aver visto la band a Chicago, Neil Miller – di UR CHICAGO – ha colto molto bene l’atmosfera.

La configurazione del palco è stata una [delle] star dello spettacolo, tanto quanto la musica e la band. Il modo in cui gli U2 offrono la loro musica in questo tour è impressionante (per non dire altro) ma lo show sembrava davvero essere stato progettato tenendo a mente il pubblico. La gigantesca passerella della band – realizzata per scrutare attraverso gli schermi – ha permesso a tutti di vedere praticamente tutto quello che stava succedendo sul palco. Se la band si esibiva all’interno dell’installazione [schermo] o se era sparsa sulla passerella, raramente c’è stato un momento [dello show] in cui ogni membro della band non fosse visibile alle persone, neanche dai sedili posti più in alto [nell’arena]. Sebbene sia stata un’esperienza visiva piuttosto intensa, essa sembrava ridimensionata rispetto ai tour precedenti degli U2, che non è di certo un punto a sfavore. La rappresentazione dello show si adatta perfettamente alla musica, in particolare la versione attenuata [acustica] di ‘Sunday Bloody Sunday’ e i momenti più rilassati dello show come ‘Every Breaking Wave’ e il loro tributo a Nelson Mandela, ‘Ordinary Love.’

Se messa in scena sta conquistando consensi, anche la band è in ottima forma. “La notte scorsa era solo un riscaldamento” ha detto Bono, “Questa è Chicago, non si scherza…” E non c’è stato nessuno scherzo. Ricordate la citazione di @WTSHNN sulla serata d’apertura [quando] aveva affermato che Chicago ha il pubblico più entusiasta delle quattro città che aveva visto? Stanotte, afferma @jasondominy, “Ho visto gli U2 in quattro tour differenti e questo concerto è dello stesso livello, se non addirittura migliore, degli altri [show] a cui ho assistito” mentre @BurgieHoward va più indietro [nel tempo]: “Veramente una delle più grandi performance degli U2 che abbia mai visto, sin dal primo concerto del 1983. Grazie…

Il debutto di Moment of Surrender non può essere così lontano, alcuni fans stanno scommettendo al riguardo. Stanotte lo snippet è stato più lungo introducendo Bad. “Sicuramente lo snippet più lungo di Moment Of Surrender del tour” ha twittato @mattmcgee. “Sono sicuro che la faranno per intero in Europa” –
Un lungo snippet di Moment of Surrender introduce Bad” ha aggiunto @U2gigs. “Sesta esecuzione del tour, ritorna dopo aver saltato tre concerti.” Un consenso generale che ha avviato un momento formidabile dello show, come ha notato @mhamiltonedu: “Moment of Surrender sfocia in Bad che sfocia in With or Without You, potrebbe essere effettivamente la cosa più grandiosa che mi sia successa.” O, per dirla in altro modo, “ADORO ADORO ADORO la combinazione di MOS-BAD-WOWY.. Assolutamente favolosa!” che è ciò che ha scritto @SallieAnnG.

Quel momento in cui un ignaro fan viene tirato fuori dal pubblico, e si ritrova sul palco “E” a cantare e ballare con la band dei suoi sogni, quel momento è spesso uno show-stopper¹: la “quarta parete” che crolla davanti ai nostri occhi, il pubblico nella band, la band nel pubblico. La notte scorsa è stata la volta di Marcella, un “Angelo del Costa Rica” che [durante la performance di] Angel of Harlem teneva orgogliosamente in alto la sua bandiera del Costa Rica. E’ stata meravigliosa. “Well, this love won’t let me go..

Cosa altro dovremmo aggiungere? Lasciamo [tale compito] a Tankboy del Chicagoist, che scorge il filo d’oro che tiene [unita] la band in tutti questi anni. “La serata sarebbe potuta essere una maratona di grandi successi, ma gli U2, invece, hanno scelto di affrontarla come un’occasione per raccontare la loro storia, attraverso la loro musica – [storia] non troppo familiare a tutti. È il costante tentativo della band di spostare i propri confini che li rende sempre innovativi, [nonostante] decenni di leggendaria carriera. Nei loro cuori, gli U2 sono ancora quella piccola band, che si esercita in un garage, e non si affidano a un muro di altoparlanti per essere supportati. Al contrario, hanno giusto qualche corda di chitarra, un paio di bacchette e un cantante determinato a provocare una cambiamento..

Fonte: U2.COM | Traduzione: Angelo @NOODLES105 | Revisione: Gabriel @GABRIELECILLEPI
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