Ric Lipson parla dell’I+E Tour [Parte 2]

Nell’immagine di testata: gli U2 a Montreal [17 Giugno 2015] | Photo By: Talie | VIA: U2Start.com

TRADUZIONE EFFETTUATA CON LA GENTILE AUTORIZZAZIONE DI @LIVE DESIGN: Ric Lipson On U2’s Innocence + Experience, Part 2

DI MARIAN SANDBERG

Leggi la prima parte QUI.

Progettando il palco per l’iNNOCENCE + eXPERIENCE Tour con Es Devlin, Rick Lipson – di Stufish Entertainment Architects – dice che molte idee sono state scartate nel corso dei due anni di lavoro, ma la maggior parte delle idee iniziali sono state mantenute in qualche modo, quantomeno le tematiche iniziali trasformate nei contenuti video.

Per esempio, ad un certo punto avevamo creato un prototipo di una stanza volante con proiezioni interne che avrebbe volato per l’arena con i membri della band proiettate al suo interno,” dice Lipson. “Ce ne sarebbero state quattro. L’idea è stata abbandonata quando l’abbiamo testata in scala 1:1 ma potete trovarne un riferimento nello show nel video di ‘Song For Someone,’ dove Bono canta al suo Io più giovane che viene mostrato nel contesto della sua camera da letto e nel soggiorno. Un’altra idea riguardava una lampadina molto grande che sarebbe stata appesa sopra lo stage circolare all’estremità dell’arena, e sarebbe esplosa ad un certo punto dello spettacolo rilasciando spazzatura e mobilio degli anni ’70. È stata sostituita dall’idea dello tsunami alla fine di ‘Until The End Of The World’, che vede l’innocenza di ‘Cedarwood Road’ spazzata via da uno tsunami d’acqua esploso dal video di una lampadina.

Lipson dice che lo show inizia con la metafora dell’innocenza di una singola lampadina. Mentre la storia si sviluppava durante il processo di progettazione, ha influenzato la forma del palco per facilitare la narrazione: la tematica di partire da casa verso il mondo per poi farvi ritorno, “il viaggio dall”Innocenza’ all”Esperienza,’” dice Lipson. “La linea guida di questo spettacolo significava che avremmo dovuto reinventare il modo con cui il suono veniva utilizzato in un’arena. Le dimensioni dello videowall ed altri elementi fondamentali come i riflettori, insieme all’enorme struttura dello schermo e al quantitativo di cavi per far funzionare tutto, significava che questo sarebbe stato uno degli spettacoli più pesante di sempre in un’arena. Lo show non è più piccolo di nessun altro degli spettacoli degli U2 nelle arene. Paragonato agli show negli stadi che Stufish ha progettato nel corso degli ultimi 23 anni con Mark Fisher e Willie Williams, non è grande quanto il 360, ma è comunque grande e molto complesso da far funzionare così bene in tutte le sue componenti.

Sopra lo stage principale sono posizionate delle luci LED flessibili e fosforescenti a sospensione cinetica su argani Tait che erogano potenza e dati e sono controllati da Navigator. “Invece lo stage rettangolare in sé è piuttosto semplice,” dice Lipton. “Lo stage circolare ha un montacarichi ingegnoso che porta su il pianoforte sul palco. Questo nuovo design posiziona il pianoforte sotto lo palco e si apre di 90 gradi come un libro svelandolo dallo stage piuttosto che facendolo salire nella maniera tradizionale. Il pezzo di automazione principale è lo schermo PGR Nocturn V-Thru. Lo schermo in sé vola grazie a quattro argani da sei tonnellate attaccati a quattro travi modificate che distribuiscono il peso in aria. Gli argani permettono allo schermo di muoversi su e giù di sette metri in 30 secondi. Sono tutti controllati da Navigator. All’estremità dello schermo è posizionata una scala cinetica che permette a Bono di salire dallo stage rettangolare alla passerella, fino alla fine dello schermo dove c’è un ascensore che gli permette di scendere verso l’altro stage. Sotto lo schermo ci sono quattro argani per le mirror-ball automatizzati che permettono di sollevare ed abbassare le sfere mentre vengono fatte ruotare. Ci sono inoltre altre otto strisce di luce cinetiche tutte controllate da Navigator.

Intorno allo stage ci sono strisce LED addizionali montate su sostegni modificati che gli permettono di sollevarsi in vari momenti, lavorando in contemporanea con la coreografia di strisce luminose in alto. “Tait ha anche creato una nuova telecamera a movimento parallelo e dei binari che permettono alle telecamere di muoversi lungo i lati dello stage per seguire la band per ottenere inquadrature interessanti che non sarebbero state altrimenti possibili,” dice Lipson, che definisce la visione complessiva di Williams come direttore creativo “visionaria” e sottolinea il talento dei suoi collaboratori. “Assembla un così grande team attorno a sé che permette all’illuminazione e a i video di lavorare insieme in maniera simbiotica,” aggiunge Lipson. “Ci sono grosse fette dello show che non utilizzano video e anche parti dello show che utilizzano pochissime luci. In questo spettacolo nessun dipartimento è dominante sugli altri, e tutti lavorano per realizzare la visione d’insieme.

Lipson ha enfatizzato il ruolo del direttore video Stefaan “Smasher” Desmedt, che gestisce gli effetti visivi e l’I-Mag nel corso dello spettacolo, così come nei precedenti tour degli U2. “Usando d3 ed altri software, come Demolition, si interessa del live feed I-Mag durante lo show,” dice Lipson. “Abbiamo anche un momento video dove una persona dal pubblico filma la band sul palco. Viene realizzato grazie a Meerkat.

Lipson conclude che, seppure il processo di design sia stato molto lungo, il risultato finale è quello di uno show che “esplora il viaggio della band dall’Innocenza all’Esperienza. Realizzare un progetto così ambizioso è stato il testamento dell’intero team, capeggiato da Jake Berry [il manager di produzione].”

VIA: LIVEDESIGNONLINE.COM | Traduzione: Gaetano [Le Migliori Frasi Degli U2]
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