“The making of iNNOCENCE + eXPERIENCE Tour”

Nell’immagine di testata: l’United Center [Chicago – 25 Giugno 2015] | Photo By: swimfinfan | VIA: U2Start.com

di Steve Jennings

Gli U2 sono tornati in tour nelle arene suonando più date in diverse città, e ancora una volta lo fanno con una enorme, stellare produzione di qualità. Mix era presente alla quarta data dell’iNNOCENCE + eXPERIENCE Tour a San Jose, al SAP Center, dove c’era un’ampia passerella che si estendeva, in lunghezza, dal palco principale verso il centro dell’arena sino ad un palco B circolare, dove la band ha eseguito svariate canzoni. Inoltre c’era un maestoso maxi-schermo a luci LED sopra la rampa con una passerella [interna] dove la band ha eseguito dei brani. A far si che tutto questo potesse essere realizzato è stato l’ideatore del tour Willie Williams, che ha contribuito insieme al Manager di Produzione, Jake Berry. Abbiamo parlato con gli storici ingegneri del suono degli U2 riguardo all’impianto audio del tour.

Jo Ravitch and Joe O’Herlihy | Photo By: ©Steve Jennings

Jo Ravitch è il migliore programmatore di sistema che esista“, dice Joe O’Herlihy tecnico FOH degli U2. “Abbiamo fatto affidamento l’uno sull’altro per oltre 30 anni; questo è ciò che vuol dire lavorare veramente insieme. La posizione FOH del mix è stata oggetto di una massiccia discussione in questo tour perché il sistema audio fornisce un suono globalmente presente in tutta la arena – puoi mettere tranquillamente il mix FOH in qualsiasi posizione. Siamo posizionati in alto questa volta, ed è stupendo stare tra il pubblico, perché sono le persone a cui dedichi tutta la tua carriera per fargli avere il miglior audio possibile. 

La mia console è una DiGiCo SD7” prosegue. “E’ estremamente creativa ed affidabile, motivo per cui ho sempre utilizzato DiGiCo negli ultimi 15 anni. Per tutto il sistema audio del tour stiamo utilizzando un totale di sei console SD7. Ci avvaliamo di tutta la sua capacità di elaborazione e la utlizziamo a 96k. Non uso nessuna plug-ins Waves DigiGrid. Sebbene l’elaborazione attraverso l’SD7 sia fantastica, preferisco il vero trattamento – una serie di elaborazioni vintage Manley VOX Box, Avalon 737SP,Summit Audio DCL200s, TC2290 DDL, TC D-TWO, SPX1000, Lexicon 480L, Lexicon PCM 70.

La band ha utilizzato apprecchiature Clair per oltre 30 anni e per questo tour stiamo utlizzando un nuovo sistema a struttura verticale Clair chiamato Cohesion 12,” spiega O’Herlihy. “Il mio concetto di ‘suono’, per questo tour, si è basato sul nostro progetto dello spettacolo sintetizzato dalla band: cioè che il palco principale, la passerella e il palco circolare dovevano essere utilizzati per tutto lo show. Il sistema audio è solitamente organizzato untilizzando un’immagine stereo lungo 12 array verticali equidistanti l’uno dall’altro, completati da 8 diramazioni di 3 subs Cohesion CP-218 utlizzando il metodo cardioide per la conduzione dei bassi nell’arena. Il sistema audio, inoltre, incorpora il Cohesion 8, che è distribuito  come un sistema riempitivo in basso e al centro sopra la parte anteriore del palco principale, la passerella e il palco circolare; utilizziamo il Cohesion 8 anche per la parte centrale seguendo la stessa linea dei vari palchi e dei relativi livelli, per ottimizzare al massimo la qualità del suono nelle arene.

Poichè devo essenzialmente focalizzarmi su un mixer, faccio un submix dei miei inputs attraverso gruppi audio assegnati agli equalizzatori centrali, per renderli più vicino possibile a come mixo in studio – batteria, basso, chitarre etc.,” dice il fonico Richard Rainey. “Passo parecchio tempo più sui dettagli che per un tradizionale setup che non sarei capace di fare. Poichè la maggior parte del modo di suonare di The Edge richiede un tempo molto preciso, ciò che viene fuori dal mix è molto importante, come è ovviamente dargli le migliori informazioni sul tempo che dovrà utilizzare, che probabilmente è il mio obiettivo principale durante il concerto. Dopo di ciò si tratta solo di alzare i bits più bassi e di abbassare quelli più alti fino a quando lui è soddisfatto.

Il setup di The Edge | Photo By: ©Steve Jennings

La cuffia vocale di The Edge è una Shure Beta 54. Ha due amplificatori Vox e un Fender Harvard microfonati con lo Shure Beta 58As, e due Fender Deluxes microfonati con uno Shure SM57s.

Bono utilizza uno standard Shure Beta 58A“, dice il suo fonico, Alastair McMillan. “Poi ho una sequenza analogica che va direttamente dentro un Solid State Logic per sommarlo con le uscite SD7. E’ molto pulita l’uscita dell’SSL classico e ha un sacco di headroom, che è una caratteristica importante dato che la sua voce è molto dinamica. C’è qualcosa nella sua voce che colpisce in un modo unico i compressori e gli effetti. E’ impossibile da replicare durante il setup [ad inizio soundcheck]! Quindi devo iniziare solamente con una configurazione base per poi ricreare [il setup] una volta che inizia a cantare.

Per gli ear monitor la band sta provando qualcosa di diverso, tutti i membri della band usano i JH Audio JH-16, tranne che per The Edge e il suo assistente tecnico Richard Rainey, che hanno optato per i JH Roxanne.

Da sinistra: Alastair, Elriksson & Rainey |Photo By: ©Steve Jennings

Il DiGiCo SD7 che sto utilizzando è estremamente potente e affidabile. Può fare qualciasi cosa gli chiediamo,” dice il fonico di Bono Alastair McMillan, raffigurato nella foto a sinistra con gli altri finici CJ Eriksson (Larry Mullen, Adam Clayton), e l’altro fonico Richard Rainey (The Edge), ognuno dei quali ha un SD7. “Stiamo usando tutta la potenza di elaborazione che abbiamo a disposizione, che è abbastanza impressionante per una band di quattro elementi! Sono un grande fan della nuova opzione ‘classic EQ’ e specialmente dei compressori multibanda. Con queste due caratteristiche ho tutto ciò di cui avevo bisogno così ho deciso di non optare per la rete Waves. Stiamo lavorando tutti a 96k. Sono collegato a Pro Tools attraverso due ponti Madi che sono capaci di convertire e campionare allo stesso momento. In questo modo possiamo utilizzare le nostre sessioni Pro Tools a 48k, rendendoli di dimensioni più manegevoli.

Abbiamo un setup piuttosto tradizionale per amplificare la batteria di Larry Mullen, da 421s Shure sui tom, al 57s per la parte superiore e inferiore del rullante, e Audio-Technica 4050s per i microfoni panoramici,” dice il tecnico del suono CJ Eiriksson. “Teniamo i microfoni abbastanza vicini e serrati su tutto, il che consente di mantenere l’arena satura il più possibile [del suono] della batteria.

Per questo tour Adam Clayton ha semplificato il suo intero setup,” continua Eiriksson. “Abbiamo abbandonato i subwoofer per i bassi e ha [a disposizione] sul palco solo un Ampeg B15. Ci sono un paio di DIs extra e un’altra selezione di amplificatori in esecuzione nel sottopalco, ma vengono utilizzati solo in caso di necessità, per [creare] suoni differenti su particolari canzoni.

VIA: mixonline.com | Traduzione: Angelo @NOODLES105 & Daniela @DANIDPVOX
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