“Antichi Salmi per un tour all’avanguardia” | Atu2.com

Nell’immagine di testata: Bono alla fine di “Raised By Wolves” [Chicago – 25 Giugno 2015] | Photo By: Sara H. | VIA: U2Start.com

di Tim Neufeld

Gli U2 non sono mai stati intimoriti dall’utilizzare immagini bibliche. Queste sono state uno strumento poetico fondamentale per tutto il loro catalogo, attraverso i 35 anni di carriera. Le Scritture sono state, a volte, semplicemente riprese in sfumature di testi (come il rimandare all”agape del Nuovo Testamento in I Will Follow), mentre in altri, ci sono stati riferimenti diretti (si noti l’uso di Apocalisse 6: 12-13 in Fire). Per ulteriori esempi di influenze bibliche nella loro musica, vedere la pagina di atu2, Drawing Their Fish In The Sand.

Durante l’iNNOCENCE + eXPERIENCE , le Scritture han accentuato i temi dei concerti in modi sottili e palesi. Nell’ultimo conteggio effettuato sono stati citati oltre 35 salmi diversi, distribuiti su più brani durante ogni show del tour. L’arte e l’ironia di una rock band post-punk, con antichi poemi religiosi dentro uno spettacolo multimediale all’avanguardia, è abbastanza sorprendente, e vale la pena dare uno sguardo più profondo.

Per prima cosa, un po’ di contesto. Il libro dei Salmi è davvero un’antologia, una raccolta di canzoni che è stata utilizzata per riti religiosi ebraici. I Salmi sono stati scritti individualmente e poi riuniti durante i secoli successivi divenendo, essenzialmente, il libro di culto dei canti per gli antichi ebrei – dal re Davide sino a poco dopo il ritorno del popolo dall’esilio in Babilonia nel VI secolo a.C. Mentre gran parte della Bibbia è in stile narrativo o istruttivo, i Salmi sono unici perché sono le parole rivolte a Dio piuttosto che le parole di Dio, e ciò lo fa essere il libro più “umano” nelle Scritture. I Salmi sono stati amati da millenni poiché le persone si identificano con le espressioni di gioia, di festa e di lode del salmista, così come di dolore, lamento e persino dubbio.

Bono ha una particolare predilezione per i Salmi. Nel 1999 ha scritto la prefazione a una nuova traduzione dell’antica collezione, mettendo in evidenza il temperamento di re Davide definendolo come uno dei primi ‘artisti blues’. Bono scrive: “L’abbandono e la dislocazione sono (le cose più importanti) nei miei salmi preferiti. Il Salterio può essere una fonte di musica gospel, ma per me è disperazione poiché il salmista rivela davvero la natura del suo rapporto speciale con Dio. L’onestà, persino nella rabbia“. Correttamente Bono indica il motivo per il quale amiamo i Salmi e perché li troviamo così facilmente riconoscibili: “Parole e musica hanno fatto per me quella solida, e anche rigorosa, discussione religiosa che non avrei mai potuto fare – loro mi hanno introdotto a Dio, non nella fede in Dio, ma nel più empirico senso di Dio.” Le antiche canzoni sono piene di potenti emozione. Questi brani sono stati la colonna sonora della vita di 2.000-3.000 anni fa, molto prima delle chitarre, degli amplificatori e degli schermi a LED, ma [risultano] sono ancora rilevanti.

Una delle frasi che è diventata uno standard dell’I+E Tour si trova comunemente nel libro dei Salmi.”How long?” (“Per quanto?“) è una domanda che sia il salmista, che gli U2, si chiedono ripetutamente. La frase trova la sua origine da più parti. Il Salmo 13 usa l’espressione per interrogare Dio quattro volte nei primi due versi. Il Salmo 62 accusa Dio con “Fino a quando mi attaccherai?“. Il Salmo 89 rivela il dubbio del poeta, chiedendo: “Fino a quando, Signore? Ti nasconderai per sempre?“. Il Salmo 119 trasmette l’agonia di qualcuno tormentato dai nemici, implorando: “Quanto tempo dovrà aspettare il tuo servo?“.

L'”How long?” è una domanda che gli U2 si fanno in molti modi. In Sunday Bloody Sunday, il primo brano di War e punto fermo dell’I+E Tour, in risposta alla violenza e all’ingiustizia, sentiamo il grido: “How long must we sing this song?“. E allo stesso modo, in 40, la traccia finale di War, fa eco lo stesso lamento con “How long, to sing this song?“. Ma la frase acquista senso anche in altre canzoni degli U2. Bono ha cantato “how long” in Out Of Control per tutta la sua carriera. E durante il bridge della canzone il 22 luglio, al Madison Square Garden, Bono ha reso piu’ marcato “How long, hooow looong?” per far arrivare davvero il messaggio al pubblico. Oltre al tour, la frase ha un posto significativo in The Saints Are Coming  una cover che gli U2 hanno eseguito con i Green Day all’apertura del Superdome, in risposta alla devastazione dell’uragano Katrina nel 2005.

Torniamo alla I+E Tour e all’uso dei Salmi. All’inizio dello spettacolo, emerge una storia, che lega insieme più canzoni attraverso una rievocazione delle famigerate bombe di Dublino del 17 maggio 1974. Appena gli U2 concludono Raised By Wolves, le immagini delle vittime coprono lo schermo gigante a LED e Bono recita un parte del più famoso di tutti i salmi, il Salmo 23. Esasperato e senza fiato, il cantante, come se stesse scivolando in un precipizio di disperazione, canta “Though I walk through the valley of the shadow, I will fear no evil. Thy rodand thy staff comfort me” (“Anche se camminassi nella valle dell’ombra, non temerei alcun male. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi consolano“. (Questo verso è anche alla base dei versi chiave in Love Rescue Me).

Per i primi sette spettacoli del tour, Bono ha semplicemente ripetuto questa frase per poi inoltrarsi direttamente in Until The End Of The World. Ma c’è stato un cambiamento drammatico nella presentazione del Salmo 23, avvenuto il 27 maggio al Forum di Inglewood, California (Los Angeles). Ad un certo punto, quella mattina, il tour manager della band e amico di una vita, Dennis Sheehan, è deceduto improvvisamente mentre dormiva nella sua stanza d’albergo. La tragedia è stata straziante per la band, per la loro crew e per i loro fedeli fans, essendo stata la terza morte difficile in altrettanti mesi – il padre di Larry è morto il 10 Maggio e il caro consigliere spirituale degli U2, Jack Heaslip, alla fine di Febbraio. Così, al concerto del 27 maggio, il dolore collettivo di un’intera arena sembrava incanalarsi attraverso il cantante appena quest’ultimo si è inginocchiato ed ha pregato Dio alla fine del Salmo 23, recitando: “Comfort me. Comfort me.” (“Confortami. Confortami“). E poi, ripetendolo sempre più forte, le sue urla strazianti di “COMFORT ME!” (“Consolami!“) sono diventate dolorose, per poi, a seguire, troviamo ancora la perfetta Until The End Of The World. L’effetto era agghiacciante, e anche se il dolore è diminuito nel corso dei mesi, la band continua a utilizzare questa interpretazione viscerale del Salmo 23. (Per un confronto, vedi i video del 26 maggio e del 27 maggio al Forum.)

Salmi - 1
Photo By: ©Shawn Rocco

Ma l’uso più prolifico dei salmi nell’I+E Tour è nel momento dei “coriandoli” una caratteristica importante nello spettacolo, profondamente legato al passaggio dall’Innocenza all’Esperienza. Il primo “atto” del concerto segue una trama importante: la creazione del significato del rilascio dei salmi. Si comincia con gli U2 che suonano alcuni dei loro miglior brani su un palco semplice, che rimanda ad un ambiente da club che richiama le loro origini, sotto una sola lampadina. Anche se questo gruppo di canzoni di apertura varia un po’, la sequenza è fissa. Iris (Hold Me Close) ricorda la perdita della madre di Bono, Cedarwood Road le passeggiate nel vecchio quartiere della band e Song For Someone raffigura un adolescente e triste Bono nella sua casa solitaria, che fatica a trovare un significato e uno scopo alla sua vita dopo la morte della madre. Successivamente, il concerto raggiunge il suo momento più buio durante Sunday Bloody Sunday, con una brutale rievocazione degli attentati di Dublino del 1974, per mezzo di una forte esplosione sullo schermo bianco e con gli effetti sonori che fan tremare la terra. La storia delle esplosioni prosegue con la cruda, e spaventosamente grintosa, Raised By Wolves. Mentre la canzone si conclude, i volti delle vittime scendono sullo schermo gigante accompagnati dalla didascalia: “GIUSTIZIA PER I DIMENTICATI”. Il set raggiunge il culmine durante Until the end of the world, con Bono che ‘veste’ un personaggio simile a MacPhisto e si fa beffe di The Edge. Verso la fine della canzone, il cantante distrugge l’immagine di una lampadina, rilasciando un flusso di onde attraverso lo schermo, lavando via i simboli della Cedarwood Road. Edge poi inizia il suo assolo finale mentre il personaggio Mefistofelico ridacchia e si delizia nel caos che ha provocato, un’allusione alla completa perdita dell’Innocenza. Infine, i detriti dell’esplosione mettono disordine nell’arena mentre cadono dal soffitto. La combinazione delle beffe di Bono, l’assolo urlante di Edge, una cacofonia grafica e i coriandoli che cadono è travolgente, andando a creare un senso di disperazione e di mancanza di speranza per la condizione umana.

Salmi - 2
Photo By: ©Beth Nabi

Ma, proprio quando sembra che il male abbia vinto, e che il rocker MacPhisto abbia preso il sopravvento, un messaggio contrario diventa evidente per coloro che stanno vicino al palco. La “cartaccia” che cade da una finestra del cielo contiene messaggi da Alice nel paese delle meraviglie, dall’Inferno di Dante e dai Salmi. Per essere precisi, ci sono 27 Salmi diversi contenuti nelle molte pagine fluttuanti, ognuna è una ristampa di “The Message” la parafrasi contemporanea delle Sacre Scritture a cura di Eugene Peterson. Non a caso, questa è la stessa versione che Bono utilizzò durante l’Elevation Tour quando presentava Where The Streets Have No Name con il Salmo 116, recitando: “Che cosa posso dare a Dio in cambio delle benedizioni che ha riversato su di me?

L’ironia dell’esplosione simulata – dell’Ascensione e della scomparsa di MacPhisto – si arricchisce con la lettura di alcune righe di testo che fluttuano dal cielo:

Psalm 66:1-4
All together now—applause for God!
 Sing songs to the tune of his glory,
 set glory to the rhythms of his praise.
Say of God, "We've never seen anything like him!"
 When your enemies see you in action,
 they slink off like scolded dogs.
The whole earth falls to its knees—
 it worships you, sings to you,
 can't stop enjoying your name and fame.
Salmo 66: 1-4
Tutti insieme ora acclamate a Dio!
 Cantate alla gloria del suo nome,
 date a lui splendida lode.
Dite di Dio, "Stupende sono le tue opere!
 Per la grandezza della tua potenza,
 a te si piegano i tuoi nemici.
A te si prostri tutta la terra,
 a te canti inni,canti al tuo nome"
Psalm 95:1-2
Come, let's shout praises to God,
raise the roof for the Rock who saved us!
Let's march into his presence singing praises,
lifting the rafters with our hymns!
Salmo 95: 1-2
Venite, applaudiamo al Signore,
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza!
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia!
Psalm 105:1-3
Tell everyone you meet what he has done!
Sing him songs, belt out hymns,
 translate his wonders into music!
Honor his holy name with Hallelujahs.
Salmo 105: 1-3
Ditelo a tutti quelli che incontrate quello che ha fatto!
Cantate a lui canti di gioia,
 riportate le sue meraviglie in musica!
Onorate il suo santo nome con gli alleluia.
Salmi - 3
Photo By: ©Tim Neufield

Mentre MacPhisto ha cercato di saccheggiare e distruggere la creazione in un ultimo atto finale, il suo atto malevolo si riscatta con i messaggi celesti, un promemoria che il male sarà vendicato. Anche se l’Innocenza può sembrare persa, la dura realtà dell’Esperienza si reinventa e si rinnova.

Da lì, lo show utilizza sia un video presentazione di The Wanderer o la cover di The Fly – remixata da Gavin Friday – in una transizione senza continuità per il punto più alto, il momento più brillante del concerto. Momento che inizia con l’esecuzione velata degli U2 all’interno del video-“muro”: l’intero concerto fa perno su una rappresentazione teatrale ricca di musica, messa in scena e illuminazione [che avviene] durante la canzone successiva, Invisibile. Mentre Bono canta il secondo ritornello, la band arriva in crescendo al grido culminante di “I am here!“, e a quel punto tutti gli elementi grafici del muro svaniscono: lo schermo diventa trasparente, i banner divisori alle estremità del palco vengono sollevati e la folla viene inondata da una luce bianca. La sfida finale: “There is no them, there’s only us.” In senso figurato, la liberazione e il rinnovamento sono completi. Letteralmente, una ventata di allegria spazia attraverso l’arena, concludendosi con acclamazioni e applausi da parte del pubblico che può, o meno, essere a conoscenza del passaggio dall’Innocenza all’Esperienza che segna tutti e ciascuno di noi.

Gli antichi Salmi creano un insieme di materiale per completare gli alti e i bassi di una narrazione così grande e complessa. Pieni di una gamma di emozioni, questi antichi canti portano tanto il dolore della violenza che la gioia della redenzione. E, in alcune serate, si rivelano anche in altre canzoni degli U2. In Gloria abbiamo il Salmo 51:15, “O Signore, apri le mie labbra, che la mia bocca possa proclamare la tua lode.” In October si allude al Salmo 46:6, “Le nazioni sono in tumulto, i regni cadono, egli alza la sua voce, la terra si scioglie“. E in quella straordinaria serata, quando chiudono con 40, gli U2 in realtà ci stanno dando una combinazione dei Salmi 6, 40 e 144.

I Salmi abbondano in ogni concerto dell’I+E Tour e può sembrare un’influenza strana in un primo momento, specialmente ai non religiosi. Ma come questi antichi canti potrebbero apparire slegati, invece sono rilevanti e appropriate espressioni di una band che ha regolarmente usato questo insieme di materiale per ispirarsi durante tutta la sua carriera quarantennale. Mi sono nuovamente ricordato dell’intramontabile potere dei Salmi durante un altro momento straordinario dallo spettacolo finale del tour in Nord America, quando il pubblico – molto tempo dopo che la band aveva già messo via i loro strumenti – attraversando le sale esterne del Madison Square Garden, cantavano all’unisono, ripetendo: “How long, to sing this song…How long, to sing this song…

Solo gli U2 potrebbero farci cantare in coro un ritornello di 3000 anni mentre stiamo uscendo da un’arena, portando la tribù fuori con un’antica preghiera sulle nostre labbra. Per citare Bono: “Cos’è il punk?!

(c) @U2/Neufeld, 2015.

VIA: ATU2.COM | Traduzione: Daniela @DANIDPVOX
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...