“Gli U2 rendono omaggio a David Bowie – una delle loro maggiori influenze”

 by Sasha Brady

Gli U2 si sono uniti agli omaggi per David Bowie e allo stesso tempo rendono omaggio a una delle loro maggiori influenze.

La band irlandese ha postato un messaggio su Twitter e Instagram scrivendo “Planet Earth is blue“, dopo aver sentito la notizia della morte dell’iconico cantante, avvenuta Domenica sera all’età di 69 anni.

Bowie – noto per le sue hit come Changes, Ashes to Ashes e Starman – ha lasciato in eredità un lascito formato da musicalità d’avanguardia e testi innovativi che risalgono a quasi mezzo secolo fa.

Le superstar irlandesi sono sempre state sincere riguardo all’influenza che Bowie ha avuto sulla loro musica e carriera.

Quello che Elvis ha rappresentato in America, Bowie lo ha rappresentato in Gran Bretagna e Irlanda. Era un cambiamento radicale sulla coscienza degli U2“, ha detto Bono di Bowie.

David Bowie Bono
L’intervista a Bono su Rolling Stone [2010]

In un’intervista con la rivista Rolling Stone nel 2010, Bono ha parlato dell’influenza che Bowie ha avuto sulla band, dicendo che gli U2 “gli devono molto“.

Ci ha fatto conoscere Berlino e gli Hansa Studios, e ci ha fatto collaborare con Brian Eno. Aveva degli ‘alti’ che andavano oltre la voce da ‘uomo’ per entrare nel campo del ‘femminile’. E c’è la messa in scena, il tentativo di essere innovativi. E’ stato fatto notare che il The Claw [il palco del 360° Tour] si presenta come il Glass Spider. Bowie non ha avuto paura di usare le scale e di drammatizzare le cose. La sua setlist non era solo un jukebox che poteva scorrere. Era un’opera teatrale.

La band di Dublino – insieme a gruppi come Depeche Mode, Snow Patrol e REM – sono stati introdotti agli Hansa Studios grazie al lavoro pionieristico che David Bowie fece lì alla fine degli anni ’70.

Low, Heroes e Lodger sono stati registrati presso i famosi Studios di Berlino ed è stato qui che gli U2 sono andati a reinventare il loro sound in Achtung Baby.

Bono ha elencato anche i suoi quindici brani preferiti di Bowie – del periodo 1969/1980 – per la rivista Rolling Stone.

Quello che ho scelto di David Bowie è molto rigoroso. E’ la mia vita di adolescente fan di Bowie.

VIA: INDEPENDENT.IE | Traduzione: Daniela @DANIDPVOX

Di seguito riportiamo la playlist scelta da Bono nel 2010 con i suoi commenti:

1 – “Space Oddity” [1969]

“Noi saliamo sul palco con questa [canzone] ogni sera, come quattro astronauti”


2 – “The Man Who Sold The World” [1970]

L’America si innamorò di questa canzone a causa di Kurt Cobain – un uomo che non avrebbe venduto niente al mondo.


3 – “Changes” [1971]

Non è esagerato dire che ciò che Elvis ha significato per l’America, David Bowie ha significato per il Regno Unito e l’Irlanda. E’ stato un cambiamento radicale nella coscienza.


4 – “Five Years” [1972]

Questa suona come se provenisse dalla chanson tradizionale. Altrove, su Ziggy Stardust, parla di William Burroughs. Comprai Nuked Lunch, che è una lettura impegnativa a 15 anni. Ma Bowie fece le presentazioni importanti, semplicemente parlando di ciò che scatenò in lui.


5 – “Life On Mars” [1971]

Il mondo di Bowie è sempre stato pieno di statica intellettuale e artistica. Dove ha vissuto lui era molto lontano da dove ho vissuto io a Dublino.


6 – “Starman” [1972]

La prima volta che lo vidi stava cantando ‘Starman’ a Top of the Pops. Era come se fosse una creatura caduta dal cielo. Gli americani misero un uomo sulla Luna. Noi abbiamo il nostro ragazzo britannico dallo spazio – con la madre irlandese.


7 – “Lady Grinning Soul” [1973]

Questa è una canzone di Bowie seducente e inusuale. E’ già presente l’influenza black che sarebbe stata sull’album successivo. Sarei curioso di sentire cosa Roy Bittan [della E Street Band] penserebbe di quella parte operistica di pianoforte. Bowie era un grande fan di Springsteen.


8 – “The Jean Genie” [1973]

Ogni tanto, Bowie va contro Jagger. Amo la sua influenza blues e R&B – la disciplina, quel beat swing. I The Smiths nascono anche con quella canzone.


9 – “John, I’m Only Dancing” [1972]

“E di nuovo, adoro questo risparmio sui suoni, questo ritmo rockabilly. Non è abbastanza essere un grande cantautore. Devi trasformare quella canzone in una registrazione e questo richiede produzione e arrangiamenti di un ordine superiore.”


10 – “Young Americans” [1975]

Il grande momento in questo [brano] è quello [in cui] irrompe la magnifica chitarra scordata. La amavo.


11 – “Fame” [1975]

Ero affascinato dalla difficile situazione di Bowie in questa canzone. Questo è stato un talento prezioso e precoce, che non voleva morire stupidamente.


12 – “Warszawa” [1977]

Ho forti ricordi degli incontri con il mio amico Gavin Friday nel suo salotto i Lunedì sera per ascoltare musica. Abbiamo creato il nostro mondo, ascoltando quest’album e cercando di scoprire di cosa si trattasse.


13 – “Heroes” [1977]

Racchiude il pensiero che tutti gli amanti affrontano: non sono soli e possono farsi carico del mondo. E ha il furioso contributo di Robert Fripp alla chitarra.


14 – “Ashes To Ashes” [1980]

L’innovazione sonora di ‘Low’ e ‘Heroes’ sta diventando sempre più pop. Mi ricordo che cercavo di capire come hanno ottenuto quel suono di pianoforte ping-ping-ping – finimmo per usarlo su ‘Lemon’.


15 – “Up The Hill Backwards” [1980]

Questa l’ho scelta perché è come la mia vita.

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