Bono ricorda David Bowie: “Lui è la mia idea di Rock-Star”

by BONO

Era così vivido. Così luminoso. Così fluorescente. Il cielo è più oscuro senza di lui.

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Bono ricorda David Bowie - Rolling Stone Feb 2016
La copertina di Rolling Stone dedicata a Bowie | Photo By: Anton Corbijn

Nel numero di Rolling Stone di Febbraio 2016 in memoria di David Bowie diversi artisti rendono omaggio al compianto cantante, cantautore e innovatore del pop. In questo ricordo esclusivo, raccontato a Brian Hiatt, Bono riflette sul modo in cui Bowie lo ha aiutato a trovare “porte per…altri mondi.

Ho giocato ad essere una Rock&Roll Star, ma non lo sono davvero. David Bowie è la mia idea di rock-star. In questo momento sono in Myanmar, leggermente isolato dalla reazione alla morte di David, ma vi posso assicurare che il cielo è molto più oscuro qui, senza lo Starman.

La prima volta che l’ho visto esibirsi era a Top of the Pops nel 1972, stava cantando ‘Starman’. Era così vivido. Così luminoso. Così fluorescente. Abbiamo avuto uno dei primi televisori a colori nella nostra strada, e David Bowie è stato il motivo per avere un televisore a colori. Dissi che era il nostro Elvis Presley. Ci sono così tante similitudini: la dualità maschile-femminile, la padronanza fisica di essere su un palco. Hanno creato figure originali, forme ora viste come ovvie ma che prima non esistevano.

Entrambi avevano quel senso di oltrepassare altri mondi. Con Bowie sentivi la sensazione che se ti imbattevi in lui potevi trovare quelle porte che ti portavano verso altri mondi. Nella mia mente da ragazzo ‘Life on Mars’ stava più a significare ‘c’è davvero vita sulla Terra?’, ‘siamo tutti vivi?’, ‘è tutta qui la vita sul nostro pianeta?’.

E alcune di quelle porte che Bowie ha aperto mi hanno portato ad altri artisti. Ad esempio Brecht o Burroughs, o a Springsteen che era ai suoi inizi. Ma la porta piu importante che Bowie mi ha spalancato è stata quella dove c’era Brian Eno dietro di essa.

Mi piace considerarmi un amico di David, ma sono più un fan. È venuto a trovarci mentre stavamo mixando Achtung Baby. Ovviamente è stato merito suo se eravamo a Berlino e agli Hansa Studios. Abbiamo avuto un utilissimo scambio di idee, a lui piaceva molto immergersi in discussioni e conversazioni anche quando non avevamo la stessa opinione. Ha portato sua figlia alle prove di Spider-Man: Turn Off the Dark e mi ha spiegato le motivazioni per cui non gli piaceva. E tutto ciò per noi era utile, tutte le sue opinioni, anche perché, in quel caso, eravamo agli inizi del musical.

Ho parlato con Brian Eno di questo, perché David aveva scritto a Brian una lettera di addio, e lui si è confrontato sui contenuti con me. È stato così meraviglioso e strano. È una lettera d’addio surreale, sprezzante, un congedo. E ho raccontato a Brian di come David era nei nostri pensieri. Dopo Natale, io e mia figlia più grande Jordan, stavamo ascoltando moltissimo Blackstar. David ha conosciuto lei quando aveva due anni. La chiamava Pixie e lei è da sempre una fan di Bowie.

Mi piace Bowie quando, allo stesso tempo, va nella direzione dell’essere una pop star e Picasso, lui è proprio nel mezzo. Di solito è ciò che preferisco, quando il cantautorato è disciplinato, ma la registrazione non lo è. Mi piace quando è andato uniformemente nella direzione dell’arte e del populismo. Blackstar è molto più arte, quindi non dovrebbe piacermi molto come vorrei. Ma mi piace moltissimo. E così a mia figlia Jordan.
Gli ho mandato una foto di me e Jordan dove stavam brindando al suo compleanno quest’anno. Gli ho mandato una lunga e-mail, e una bella poesia di Michael Leunig chiamata “Love and Fear” – di un solo verso, “there are only two feelings/love and fear.” ( “Ci sono solo due sentimenti / l’amore e la paura”.) Non ho avuto risposta, ma mi è stato detto che l’ha ricevuta.

In definitiva, come cantautore e come performer, le tue valutazioni sono pensieri e sentimenti. Alcune persone possono avere pensieri originali, ma il panorama musicale non è così unico. Il panorama musicale di Bowie ha avuto un’influenza totalmente diversa rispetto a tutta l’altra musica che ruota intorno ad esso. Bisogna chiudere gli occhi, immaginare di non parlare inglese e sentire le canzoni e dire: “Quale parte di me viene interpretata da quelle note?” O “Chi altri può impersonarla?”

E nel suo caso, la risposta è nessuno. Quella parte di me viene impersonata solo da David Bowie. Quindi una parte di me, ora, è vuota – devo trovare altri modi per risvegliarla. Ma mi ha svegliato quando avevo 14 anni.

VIA: ROLLINGSTONE.COM | Traduzione: Angelo @NOODLES105 & Daniela @DANIDPVOX
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