Promenade [1984]

“Ed io, come un fuoco d’artificio, esplodo
Il bagliore delle cascate di luce accende il cielo
Nelle strade crepate inciampo
Schivata, marciapiede
Ti vedo guardare fisso nello spazio
Mi sono avvicinato adesso
Dietro al viso?”
[Promenade]

L’incontro tra Brian Eno e gli U2 fu come assistere alla collisione tra due mondi lontani anni luce, le cui sorti erano del tutto sconosciute. L’ambient e il punk-rock viaggiavano su binari talmente differenti che da qualsiasi punto li si osservasse non si sarebbe mai trovato un punto di giunzione.

Il punto di fusione fu raggiunto solo grazie ad un elemento. The Edge.

Il chitarrista irlandese trovò in Eno un mentore, un complice alla sua sete di sperimentazione: quest’ultimo introdusse il giovane chitarrista all’ambient attraverso nuovi metodi di registrazione, alla costruzione dei “paesaggi sonori” amplificando quella sua innata capacità nel creare suoni spaziosi e sconfinati. The Edge arrivò a Eno dopo Robert Fripp, due chitarristi agli opposti nel loro stile musicale: l’inventiva del primo sopperisce alla maestria tecnica del secondo ma entrambi possiedono quella scintilla che in pochi possono vantare d’avere, quella genialità di veicolare l’effettistica in funzione della creatività.

Un suono può determinare il mood di un brano e attraverso quel suono si può descrivere una gamma di sentimenti.

Lo shimmer fu ciò che rese The Unforgettable Fire così etereo, e tutto fu studiato e costruito attorno a quel suono mistico. La musica degli U2 — sino a quel momento aspra e cruda — virava verso la maestosità dell’ambient: le note si facevano lunghe, gli accordi aperti, i ritmi sincopati; più che limitarsi ad accompagnare la voce del cantante, la musica, adesso, era essa stessa elemento espressivo, aveva qualcosa da raccontare. Non a caso Eno spinse la band a sperimentare molto di più sui brani strumentali in fase d’improvvisazione.

Bono, dal canto suo, s’avvicinò alla scrittura di Édouard Dujardin e soprattutto di James Joyce. La tecnica del flusso di coscienza lo affascinava moltissimo perché permetteva di descrivere e rappresentare i pensieri prima ancora d’esser rielaborati dalla logica sotto forma di frasi. Van Morrison aveva già traslato tale tecnica in musica, mettendo in atto una sorta di ribellione letteraria, svincolandosi dalla struttura classica dei versi a favore dell’espressionismo. Molti dei testi stilati per The Unforgettable Fire, infatti, seguono questo modus operandi descrivendo sensazioni piuttosto che giungere ad un messaggio netto e preciso, lasciando gli scritti ad uno stato d’approssimazione.


“Ho l’impressione che [‘The Unforgettable Fire’] contenga solo schizzi, che le canzoni costruiscano immagini senza davvero comunicare qualcosa.”

[Bono]

Promenade è un brano molto intenso capace di descrivere un turbinio d’emozioni in soli due minuti e trentacinque secondi. Bono descrive a ruota libera tutte le sensazioni che lo attraversarono mentre passeggiava romanticamente con sua moglie Alison a ridosso della loro nuova dimora. All’epoca delle registrazioni dell’album, infatti, il cantante irlandese acquistò una casa sul lungomare di Dublino con i proventi del tour di War.

Brian Eno aveva parlato a Bono dell’importanza e del fascino di lasciare un velo di incompiutezza nei testi. Non tutto deve essere spiegato. Al contrario, la musica deve ispirare un sentimento, evocare un ricordo, ricordare un particolare profumo. Come la ‘Madeleine de Proust’, Promenade riporta in vita emozioni sepolte.

“La Promenade” – Claude Monet [1875]

La ‘promenade’ — spostandoci in un altro campo dell’arte — è un filone artistico molto caro ai pittori impressionisti francesi. Sicuramente vi sarà capitato di osservare uno dei quadri appartenenti al ciclo delle ‘promenade’ di Claude Monet. Ebbene in questi quadri l’attenzione non è strettamente focalizzata sul soggetto primario dell’opera, la priorità del pittore non è la sua rappresentazione accurata. L’artista assume un atteggiamento diverso: accosta sapientemente i colori per rappresentare visivamente le sensazioni che egli percepisce da ciò che sta osservando.

Se pensiamo al quadro La Promenade di Claude Monet, del 1875, l’artista ci mostra sua moglie, Camille, insieme a suo figlio mentre passeggiano su una collina in fiore. La prerogativa di Monet non è quella di eseguire un ritratto perfetto, bensì vuole raffigurare ciò che rappresenta per lui quella passeggiata: la serenità del momento, la quiete emotiva, la dolce brezza del vento, la calura del sole, il silenzio della natura. Tutto è sensoriale.

Promenade degli U2, allo stesso modo, è un quadro dipinto in note. La chitarra di Edge più che riempire si limita a pennellare contorni melodiosi, sfumando delicatamente tra gli echi infiniti dello spazio; il basso di Adam Clayton più che sorreggere il ritmo lo dilata, la batteria di Larry scandisce lentamente il tempo. Tutto sembra essere sospeso. Bono, su questa tela, imprime emozioni e sensazioni: i versi sono slegati l’uno dall’altro, le parole sono pennellate di colore, ogni verso è un piccolo dettaglio di un quadro ben più complesso; la particolarità è che niente è funzionale alla logica, per la prima volta le canzoni degli U2 non vogliono comunicare nulla di concreto.

Il testo unisce, inoltre, la bellezza paesaggistica al desiderio erotico: la scala a chiocciola, citata nel testo, si riferisce a quella scala che all’interno della casa di Bono — ricavata da una Martello Tower — conduceva alla camera da letto, al secondo piano. La stanza era sormontata da un tetto in vetro che permetteva di osservare il cielo stellato. “Preferirei girare intorno/In una scala a chiocciola/Verso il piano superiore/Ed io, come un fuoco d’artificio, esplodo/Il bagliore delle cascate di luce accende il cielo”, una descrizione aulica, impressionista, del fare l’amore con la propria donna sotto le stelle.

Promenade finisce nello stesso modo in cui inizia: sfumando. Essa è una fotografia dai contorni sbiaditi, che imprime, per un istante, un momento dell’esistenza terrena. Non rappresenta un punto fondamentale della vita — ben delineato e collocato nella memoria — al contrario è l’istantanea di tutti quegli infiniti momenti che ognuno di noi dimenticherà, andati perduti negli anni del nostro vivere. Il suo ascolto è un viaggio mnemonico dagli esiti imprevedibili che non sappiamo dove ci condurrà di volta in volta.

Ciò che è certo, però, è che questo brano, così breve, racchiude in sé tutta la bellezza dell’universo e la spiritualità dell’uomo.

Passeggiata

“Terra cielo, paesaggio
Lei starà tornando ancora ?
Uomini di paglia sala da biliardo
Parole che costruiscono o che distruggono
Fango secco, lisca, sabbia e pietra
Recinto di filo spinato mi fa cadere
Preferirei girare intorno
In una scala a chiocciola Leggi le note
Verso il piano superiore

Ed io, come un fuoco d’artificio, esplodo
Il bagliore delle cascate di luce accende il cielo
Nelle strade crepate inciampo
Schivata, marciapiede
Ti vedo guardare fisso nello spazio
Mi sono avvicinato ora ?
Dietro al viso ?

Oh , dimmi, cherry tu balli con me
Fammi girare intorno stanotte
Su per la scala a chiocciola
Verso il piano superiore
Proiezione di diapositive, città sul mare
Coca-Cola, football radio radio radio
radio radio radio”

Testo: Bono
Musica: U2
Traduzione: U2/Anche Tu!
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