Love Comes Tumbling [1984]

“Il seme è versato, il letto profanato
Per te, una sposa vergine
Io sono te in qualcun altro
Non cercare te stessa in me
Io non posso risollevarti ancora
L’amore crolla giù ancora…”
[“Love Comes Tumbling”]

The Unforgettable Fire si professava come un album dal forte carattere poetico. La musica e i testi furono sviluppati per permettere all’ascoltatore di calarsi in uno stato d’animo particolare, invertendo il processo d’ascolto: se prima era la musica ad investirci prepotentemente con la sua potenza, adesso siamo noi ad addentrarci nelle canzoni. E’ forse il lavoro degli U2 che più si avvicina alla filosofia di Eno: il luogo — fisico o spirituale — fa da “musa ispiratrice” guidando il musicista verso un componimento che possa descriverlo. L’ambient riempie lo spazio, armonizza la struttura empirica con quella trascendentale della musica unendo la concezione materiale e immateriale dello stesso luogo.

I brani sviluppati dalla band di Dublino nel 1984 — con Brian Eno e Daniel Lanois — sono come opere d’arte in un museo. Racchiuse in questo luogo “sacro” esse aspettano, sospese nel tempo, di incrociare uno sguardo. Siamo noi ad andare da loro, siamo noi a cercarle, siamo noi a sederci in silenzio dinanzi a loro per scrutarle ogni qual volta avvertiamo una necessità o uno stato d’animo particolare. Se immaginiamo questo museo emozionale — dove ogni canzone è un ambiente che esprime un sentimento — allora Love Comes Tumbling è l’opera di maggior rilievo nel salone della malinconia poetica, della tristezza velata dietro gli occhi dell’amante.

L’amore degli U2 — sino ad allora materno, giocoso e a tratti vigoroso — adesso viene descritto come un quadro sbiadito.


“Non ho mai scritto molte canzoni d’amore in senso stretto, perché mi chiedo se il mondo ha davvero bisogno di altre sciocchezze del genere.”

[Bono]

La forza del brano risiede nel suo incedere. Man mano che la canzone si evolve essa ci trasmette una sensazione crescente di disagio, d’incertezza, come se si trascinasse a fatica amplificando la drammaticità; al contempo, però, la sessione ritmica è decisa, possente, accentuando questa doppia personalità del brano. Questa dicotomia è ben rappresentata dai componenti della band durante l’esecuzione: Larry e Adam — con un lavoro sopraffino di quest’ultimo al basso — calcano sul mood tragico della traccia; Bono e The Edge, invece, mitigano il tutto verso un mood dolce/amaro grazie al canto pacato del primo e agli arpeggi malinconici del secondo.

Il testo è un’anticipazione di ciò che ritroveremo in With or Without You e, andando ancora più avanti, in Stay (Faraway, So Close) affrontando la tematica dell’amore fugace, dell’impossibilità da parte dei due amanti di accrescere il loro legame.

A differenza però dei brani appena citati, Love Comes Tumbling possiede un’oscurità ben più marcata lasciando intravedere ben poca speranza nelle parole del cantante. Se in With or Without You troviamo una forte componente passionale — sottolineata dal suo testo tormentato e dal climax esplosivo — qui, invece, tutto è avvolto dalla rassegnazione: non c’è un crescendo, non assistiamo ad una svolta determinante, bensì le parole vengono sussurrate scivolando nell’oblio dell’abbandono, provocando nell’ascoltatore un forte senso di distacco sempre più lancinante. Allo stesso modo in Stay (Faraway, So Close): se in quest’ultimo la lontananza fisica tra i protagonisti viene esorcizzata dalla vicinanza spirituale, lasciando un barlume di rassicurazione, in Love Comes Tumbling non c’è rimedio all’allontanamento.

Si tratta dunque di una canzone pessimista caratterizzata però da un romanticismo spiccato: “L’amore non ha bisogno di trovare una via/Tu troverai la tua propria via/Io dimentico di non poter restare/E così dico che/Tutte le strade portano dove sei tu”, parole bellissime che però feriscono profondamente, celando l’amarezza che aleggia tra i protagonisti. Inoltre il brano sembra descrivere un incontro d’amore proibito, calandoci in un’atmosfera fatta di silenzi e riflessioni sottovoce, dove anche i gesti paiono rallentati per non essere scorti da occhi indiscreti. Gli amanti son ben consapevoli della pericolosità del loro rapporto: ciò è sottolineato dalla leggera variazione di un verso tra la prima strofa — “Io dimentico di non poter restare” — e l’ultima strofa — “Io dimentico che tu non puoi restare” — svelando una relazione clandestina che ci riporta, tematicamente, a Who’s Gonna Ride Your Wild Horses.

La seconda strofa è molto particolare — “Il seme è versato, il letto profanato/Per te, una sposa vergine/Io sono te in qualcun’altro/Non cercare te stessa in me/Io non posso risollevarti ancora/L’amore crolla giù ancora” — giocando sul suono delle parole, sull’armonia della pronuncia, sulla calda vocalità di Bono che lotta costantemente con l’interpretazione calandosi interamente nella sofferenza amorosa. E’ qui il fulcro della canzone, in queste parole che designano la fine del legame sentimentale. La rottura definitiva si avverte distintamente dal modo in cui il cantante emette quel “I can’t lift you up again” con voce quasi tremante, piena di tristezza.

L’ultimo verso, “L’amore crolla giù ancora” è un’immagine visiva molto forte, che materializza il sentimento donandogli l’idea dello sgretolamento dell’anima. Inoltre essa viene rafforzata dalla parola “ancora” come per sottolineare che questa situazione di patimento si stia ripresentando nel tempo.

Questa analogia venne già utilizzata in precedenza da un altro gruppo molto caro agli U2: stiamo parlando dei Joy Division con la famosa Love Tear Us Apart Again. Mettendo in comparazione entrambi i componimenti possiamo notare come i due cantanti abbiano scelto un approccio perfettamente speculare alla separazione: Ian Curtis la descrive così “E noi stiamo cambiando i nostri modi di essere/Prendendo strade diverse”; Bono, invece, canta “Io dimentico di non poter restare/E così dico che/Tutte le strade portano dove sei tu”, dove al netto commiato del primo testo corrisponde il legame ancora forte del secondo.

Curtis, quindi, adotta l’immagine di due strade che si dividono esponendo chiaramente il suo spirito tormentato votato alla disperazione; Bono, invece, vuole lasciare un velo di triste dolcezza all’ascoltatore, mettendo in risalto la consapevolezza del protagonista circa il suo attaccamento verso questa donna. Il destino lo ricondurrà a lei, qualsiasi strada egli sceglierà, “Tutte le strade portano dove sei tu.”

Questi due punti di vista son come due facce della stessa medaglia, reazioni diverse ad un trauma identico.


“Le canzoni non sono scolpite nella pietra. Il loro maggior pregio è proprio quello di essere organismi viventi, che respirano.”

[Bono]

E’ incredibile come Love Comes Tumbling sia solo una b-side a dispetto di un’esecuzione magistrale da parte della band. Ci troviamo di fronte ad una delle canzoni a sfondo amoroso di maggior impatto dell’intera discografia degli U2. La sua esclusione da The Unforgettable Fire non deve però sorprendere: la tracklist fu costruita per ottenere un continuum onirico apparentemente slegato dalla manifestazione terrena del sentimento umano. Love Comes Tumbling rimanda, forse sin troppo, all’amore tormentato e ciò avrebbe compromesso l’idea di fondo dell’album ossia destrutturare le emozioni anziché imporle.

Il brano fu pubblicato come lato B del singolo The Unforgettable Fire il 22 aprile 1985, e nell’EP Wide Awake In America nel maggio 1985. Inoltre non è mai stato suonato dalla band.

In conclusione è bene ricordare che esistono tre versioni della canzone, a cui si riferiscono i rispettivi video inseriti nell’articolo:

  • la prima è la “Studio Version/No False Start”, che presenta una parte strumentale poco prima della strofa iniziale;
  • la seconda è la “Studio Version/False Start” con un attacco differente ed il taglio della parte strumentale prima citata;
  • la terza, la più interessante, è la “Alternate Vocal Mix” con un testo differente.

L’amore crolla

“L’amore non ha bisogno di trovare una via
Tu troverai la tua propria via
Io dimentico di non poter restare
E così dico che
Tutte le strade portano dove sei tu
Tutte le strade portano dove sei tu

Il seme è versato, il letto profanato
Per te, una sposa vergine
Cerca te stessa in qualcun altro
Non cercare te stessa in me
Io non posso risollevarti
L’amore crolla giù ancora

Amore non ha bisogno di trovare una via
Tu troverai la tua propria via
Io dimentico che tu non puoi restare
Ma io lo so che
Tutte le strade portano dove sei tu
Tutte le strade portano dove sei tu”

Testo: Bono
Musica: U2
Traduzione: U2/Anche Tu!
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