10. Ultraviolet (Light My Way)

Bono : “Ultraviolet (light My Way) era un pò disturbata. “There’s a silence that comes to a house where no one can sleep (“C’è un silenzio che arriva nella casa in cui nessuno riesce a dormire”) è un ottimo verso, e posso dirlo in tutta modestia perchè l’ho rubato a Raymond Carver. Me ne scuso. E’ una tipica canzone epica alla U2, ma ancora una volta la sua tonalità ha portato la mia voce ai limiti del parlato, permettendomi di scrivere il testo in modo diverso. Ha un ritornello quasi in stile Motown: “Baby, baby, baby, light my way” (“Baby, baby, baby, illuminami la strada”). Era il picco, la cima di una montagna di “baby”. Ma nasconde un contenuto molto cupo: “Your love is like a secret that’s been passed around” (” Il tuo amore è come un segreto che è stato raccontato in giro”). Gelosia. Infedeltà. Ancora una volta l’amore solleva la sua testa feroce.”

The Edge: “Era un’altra canzone nata da “Lady with the spinning head”. Fu messa insieme quasi alla fine. Sotto un certo punto di vista mi preoccupava un pò, così ho programmato una batteria elettronica e mi sono messo a suonare contemporaneamente i pedali di basso e chitarra per cercare di fare tutto dal vivo. Da quell’esperimento sono arrivato ad alcune sequenze di accordi che ci hanno dato un indizio sulla direzione in cui potevamo portare il pezzo. E’ una canzone epica, su questo non c’è alcun dubbio, sontuosa per certi versi, ma assolutamente poco pratica da suonare: mettiamola così, non diventerà mai un pezzo di quelli più suonati dai musicisti di strada. Una volta ho detto a Bob Dylan : “La gente suonerà le tue canzoni per migliaia di anni”. E lui mi ha risposto: “Ascolteranno anche le vostre, di canzoni. Solo che nessuno saprà suonarle.” Compresi noi, a volte, aggiungerei io.”

Tratto da : U2 by U2

Il pezzo inizia su un bordone aritmico con una confessione di Bono, un preambolo sull’inquietudine e l’irresponsabilità, che serve a inquadrare meglio quel che viene dopo. Poi entra la band su un ritmo alla Motown, dando così al pezzo un feeling da pop song.

A metà brano, a Larry cade la bacchetta. Si sente il rumore, chiaro come la luce del sole. Gli altri proseguono. Larry riprende a suonare e concludono il pezzo. Quindi qualcuno lancia l’idea: forse dovremmo lasciarlo così, lasciare quel pezzo in cui Larry perde la bacchetta. Non stava affatto scherzando. “Potendo scegliere” si è domandato in seguito Bono in un articolo su Achtung Baby scritto per Rolling Stone, “quanto vorreste che un disco metta in mostra le magagne e la spontaneità, e quanto invece vorreste porvi rimedio ?.”

La prima volta che Bono canta il ritornello ispira un certo nonsochè di allegria. “Baby, baby, baby / Illumina il mio cammino.” Che c’è di così divertente ? Nessuno aveva mai sentito Bono usare la parola “baby” in quel modo prima di allora. Spesso improvvisa le cose in un modo e poi le cambia, ma in quel caso fu subito evidente che quella parola faceva parte del testo della canzone. Non pareva molto adatta, e poi minava l’eleganza del brano: non era troppo condiscendente usare quel termine riferendosi a una donna ?

All’inizio quel pezzo era pensato per avere sonorità pop. Non erano forse “spazzatura” e “approssimazione” alcune delle parolette chiave scelte per definire il terreno musicale che intendevano occupare ? Come ritornello non avrebbe potuto essere più approssimativo. Era una specie di tranello. Il resto della canzone poteva anche essere pesantissimo, secondo volere di Bono, una dichiarazione intrisa d’ansia e disperazione sul prezzo terribile che le persone pagano per l’amore.

Paragonate questo pezzo alla tipica sciocca canzone d’amore. “C’è un silenzio che arriva su una casa / In cui nessuno riesce a dormire / Credo sia il prezzo dell’amore / So che non è conveniente“.

Tratto da : “U2 dentro al cuore – la storia canzone per canzone”

Link al mio articolo sulla canzone: https://gabrielthefly.wordpress.com/2014/08/03/oh-sugar-non-piangere-la-preghiera-di-bob-hewson/

Video

Il primo video è estratto dal concerto di Stoccolma del 6 Novembre 1992. E’ una delle versioni più belle di Ultraviolet dove Bono veste i panni di MirrorBall Man in cui, nei concerti della leg americana, poco prima l’inizio della canzone, telefonava alla casa bianca chiedendo di parlare con Bush Senior.

Il secondo video invece è estratto dal recente “Live from Rose Bowl” del 360° Tour conclusosi nel 2011. Gli U2 ridanno nuova linfa alla canzone cambiando leggermente l’arrangiamento mentre Bono la re-interpreta cambiando il registro del cantato optandone per uno più alto e disperato.

Il terzo video è la versione inedita pubblicata in occasione del ventennale di “Achtung Baby”.

Stockholm 1992:

Los Angeles 2009:

Baby Version:


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