“War” [1983]

615758a1f389a5532ea48bcb3d7c0fd0114d0e17Tracklist:

1. Sunday bloody Sunday – 4:38
2. Seconds – 3:11
3. New Year’s Day – 5:36
4. Like a song… – 4:47
5. Drowning Man – 4:14
6. The Refugee – 3:41
7. Two Hearts Beat As One – 4:03
8. Red Light – 3:46
9. Surrender – 5:33
10. 40 – 2:37

Prodotto da: Steve Lillywhite (tranne la 6, by Bill Whelan)
Ingegnere del suono: Paul Thomas
Rilasciato il: 28 Febbraio 1981
Etichetta discografica: Island Records
Registrato a: Windmill Lane Studios, Dublino


La guerra sembrava essere il leitmotiv per il 1982. Dovunque guardassi, dalle Falklands al Medio-Oriente o al Sud-Africa, c’era la guerra.” [Bono – 1982]

War, terzo album della band irlandese, rientra nella classica tradizione/rito dell’album-svolta delle grandi band rock che, di prassi, coincide con terzo lavoro di una band. Già dal titolo e dalla copertina – con il ritorno di Peter Rowan con uno sguardo tutt’altro che innocente – si percepisce una propensione della band a virare il proprio stile verso qualcosa di ancor più tagliente e netto, tralasciando la poetica bucolica dell’adolescenza, e avvicinandosi di più al combat rock tipico dei Clash. E’ l’album della presa di posizione: gli U2, attraversata la fase di insicurezza musicale/religiosa che li afflisse prima e dopo la registrazione dell’album October, acquisirono una forte consapevolezza di sè, si riconobbero finalmente come rock-band, e si misero al lavoro sul nuovo album con rinnovata ispirazione. Sunday bloody sunday, canzone divenuta simbolo degli U2, nacque dalle sapienti mani di Edge mentre tutti gli altri membri erano assenti dallo studio di registrazione, fu il primo brano a condannare in modo deciso le azioni dell’IRA unendo una sonorità trascinante dai caratteristici ritmi militari, al cantato di Bono rabbioso ed energico. Seconds prosegue il viaggio attraverso la guerra fredda e il terrore dello scontro nucleare; New Year’s Day racconta della Polonia di Solidarnosc; Like a song.. critica la nostra generazione che deve essere ‘ribelle a tutti i costi‘ ma solo per moda; Drowning Man è una dolce/amara ballata celtica dedicata all’amico Adam Clayton; The Refugee parla della fuga dalla guerra verso una “terra promessa” – identificata nell’America reganiana; Two hearts beat as one è una trascinante dedica d’amore alla compagna Alison – all’epoca divenuta da pochissimo moglie di Bono; Red Light un’inedita storia d’amore tra una prostituta e un ragazzo – con molte analogia a Roxanne dei Police; Surrender ammicca al suicidio, all’abbandono dell’animo, alla consapevolezza che “devi prima perdere ogni cosa” per capire per quale motivo stai vivendo; ed infine 40, inno incontrastato nelle chiusure dei concerti degli U2, scritta agli sgoccioli della scadenza per terminare l’album senza Adam Clayton in studio – il basso venne suonato e registrato da The Edge che suona tutt’ora nei live, scambiando la propria chitarra con Adam – attinge a piene mani dal Salmo 40 da cui Bono prese ispirazioni e parole, andando a tessere un inno che si riallaccia alla canzone d’apertura quando si chiede “Per quanto tempo canterò questa canzone?“, dubbio lacerante sul perseverante vizio dell’uomo di cadere nella violenza.

Singoli Estratti


1. “New Year’s Day”

9

Produttore: Steve Lillywhite
Pubblicazione: 1 Gennaio 1983
Etichetta discografica: Island Records
Formato: Vinile 7″, 12″ & Cd
Regista videoclip: Meiert Avis

 


2. “Two Hearts Beat As One”

10

Produttore: Steve Lillywhite
Pubblicazione: 11 Marzo 1983
Etichetta discografica: Island Records
Formato: Vinile 7″, 12″
Regista videoclip: Meiert Avis

 


3. “Sunday bloody Sunday

11

Produttore: Steve Lillywhite
Pubblicazione: 11 Marzo 1983
Etichetta discografica: Island Records
Formato: Vinile 7″, 12″
Regista videoclip: Gavin Taylor

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