>Song for someone<

Nell’immagine di testata: Mode 2 al lavoro sul suo murales a Omagh [Irlanda Del Nord – Novembre 2014]

Identificata come la ballad dell’ultimo lavoro degli U2, Song for someone – terzo singolo da Songs Of Innocence – riveste un ruolo importante anche all’interno del progetto Films of Innocence; il murale, eseguito dall’artista di strada Mode 2, è una toccante dedica ad Omagh, città nord-irlandese tristemente nota per il tremendo attentato, rivendicato dalla Real IRA, avvenuto il 15 Agosto 1998 che causò 28 vittime civili.

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Mode 2 ad Omagh per il progetto “Film s of Innocence”

Mode 2 è nato a Mauritius nel 1967 per poi trasferirsi a Londra, nel 1976, per frequentare la scuola e proseguire i suoi studi. Influenzato dalla cultura hip-hop – che andava sviluppandosi nel contesto londinese – e grazie alle sue abilità nel disegno, egli iniziò a prendere in mano la bomboletta spray sviluppando la sua visione del mondo attraverso l’arte, riuscendo a farsi un nome all’interno del contesto sub-urbano. Acclamato a livello mondiale – apparì con un suo lavoro sulla copertina del libro “Spraycan Art” del 1987 – i suoi lavori sono esposti in Europa, Stati Uniti e Australia.

Il progetto Films of Innocence, rappresentò per Mode 2 la giusta occasione per tornare in Irlanda del Nord, intenzione che già da molto tempo era tra le sue priorità come egli stesso confessa in un’intervista relativa al lavoro svolto ad Omagh:

Appena ho saputo che gli U2 erano apparentemente (o in parte) ispirati alla cultura murale dell’Ulster – per questo progetto cinematografico – sapevo che volevo tornare a Belfast o Omagh e fare un vero murale pubblico, invece di fare qualcosa in studio. Quando sono andato alla sessione di ascolto della canzone che mi era stata assegnata, le uniche persone che avevo in mente erano quelle di Omagh, quelle con cui avevo trascorso un bel po’ di tempo dodici anni prima, le cui storie e opinioni – che avevo ascoltato sul lungo conflitto – mi avevano fatto davvero capire com’è la vita per la gente comune, che cerca di condurre una vita ordinaria in circostanze difficili e straordinarie. Mi piace Belfast, ho amato andarci la prima volta nel 1997 quando i volti dei giovani alunni sembravano così raggianti e positivi, come il duraturo cessate-il-fuoco che finalmente era entrato in vigore. Detto questo, avevo sviluppato una connessione ancora più stretta con Omagh, sin da quando son andato là a fare un dipinto commemorativo nella primavera del 2002 per le vittime dell’attentato del 15 agosto 1998. E’ stato – insieme al lavoro che poi ho fatto a Città del Capo – il progetto più ricco d’umanità che ho svolto nella mia vita. Ho avuto sempre voglia di…essere in grado di fare [qualcosa] di più per la città, e questo progetto mi ha dato [quel]l’opportunità.” [¹]

L’opera di Mode 2 è stata eseguita sulla parete esterna di un mobilificio ad Omagh, anche se, nelle prime intenzioni dell’artista, essa doveva omaggiare la città di Belfast; ma a causa del Muro della Pace – che tutt’oggi corre parallelo alla Shankhill Road, dividendo in due la città – avrebbe creato molti problemi alla sua interpretazione, contribuendo a riaccendere tensioni sopite dal tempo e ancora sanguinanti.

Il proprietario del negozio di mobili, Colm McGinn, ha affermato:

Mode 2 viene commissionato per il suo lavoro. I suoi dipinti includono lettere, come quelle viste sulla metropolitana di New York. La lettera dovrebbe essere nascosta nel murale, ma sufficientemente chiara per essere vista. Il suo lavoro è molto vicino a quel tipo di arte. Egli è stato commissionato da una Fondazione Comunitaria e gli è stato chiesto di scegliere tra Omagh e Belfast. Per via della sua precedente connessione con la città, ha scelto Omagh perché gli piace. E’ stato reclutato qui per un progetto, 14 anni fa, e sono stato molto contento quando mi hanno chiesto di metterlo sul nostro muro. Il nuovo murale è aperto all’interpretazione personale e va da una parte all’altra verso me come se stesse andando, da sinistra a destra, fuori dai Troubles. Ma la gente ha realmente bisogno di guardare e decidere da sola [il modo in cui] lo vedono.” [²]

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Qualunque sia la propria personale interpretazione del murale, si tratta di un’opera notevole, di classe superiore, molto apprezzato dal proprietario dell’edificio. “Penso sia grandioso“, ha aggiunto il signor McGinn. “Sono totalmente favorevole a qualsiasi tipo di arte stradale che sia ben fatta, al contrario di qualcosa da coprire con l’intonaco. Finché si tratta di un’opera d’arte divertente ed interessante sono lieto di averla qui.” [²]

Mode 2 confessa:

Qualsiasi cosa gli U2 stavano [cercando] di lanciare nel mio punto di vista, musicalmente o liricamente, ho scelto di vederlo solo attraverso un prisma che rappresenti le mie opinioni sul conflitto in Ulster e su quello che potevo fare per proporre una tribuna pubblica che avrebbe aiutato a innescare il dialogo, il dibattito, la discussione, e così via, tra coloro che desiderino vedere davvero il murale nella vita reale, nella loro città; si spera [sia] una pausa ben accetta nella loro routine e lo status quo generale.

Rispettare l’accordo di riservatezza e dover mentire, fondamentalmente, ad alcuni dei miei amici è stata un’esperienza quasi straziante. E’ così difficile cercare di far accettare un qualcosa che si spera faccia un gran bene alle persone mentre, in realtà, le devi mentire consapevolmente; al fine di mantenere segreto il progetto. La gente comune dell’Ulster, da entrambi i lati del disaccordo, sono stati ingannati e manipolati dai politici, dagli estremisti e dai paramilitari per decenni; così la contraddizione di cercare di fare qualcosa di buono per loro, pur dovendole mentire al fine di ottenere del bene, mi ha fatto pensare che non ero migliore di altre persone che potrebbero averli ingannati in passato.

Oggigiorno, a livello più pratico, le sfide con l’Irlanda del Nord sono sempre le stesse: la prima è quella di trovare una gamma di colori e un racconto che non escluda nessuno da entrambi i lati dello schieramento politico, soprattutto quando si è alla ricerca di un tema che faccia riflettere e discutere; l’altro problema principale è il fatto che il clima è piuttosto imprevedibile e si caratterizza, spesso, per essere ‘Soleggiato con rovesci sparsi’, quindi [questi] elementi hanno sicuramente un peso nel processo [creativo].

Il poco tempo a disposizione per poter realizzare il murale – e per il fatto che l’incontro con il team di animazione è avvenuto solo un paio di giorni prima che iniziassimo [a lavorare] – è andato sempre a ridursi; tanto più che entrambe le parti stavano facendo del loro meglio per adattarsi all’altro, anche quando non avevano la minima idea dei loro rispettivi metodi di lavoro. Ho dovuto concepire l’animazione e disegnare una sequenza in sette fasi, qualcosa in cui non mi ero mai avventurato a fare prima di allora. Ho dovuto spiegare a Marcus Lynam quello che volevo trasmettere con la mia interpretazione della canzone; e ho dovuto mostrare a Richard Donnelly (che ha girato la maggior parte delle sequenze portando molte sue idee) come lavoro su un murale di quelle dimensioni per farsi un’idea.” [¹]

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Mode 2 a lavoro ad Omagh | ©ulsterherald.com

Nel cortometraggio – contenuto in Films of Innocence – il murale è incompleto poiché lo stesso Mode 2 spiega:

Abbiamo praticamente esaurito il tempo a disposizione della troupe per finire il progetto con un murale finito, ma non era davvero un problema in quanto i bozzetti in sé, e tutto il lavoro girato, avevano fornito abbastanza filmato per quello che cercavamo [d’ottenere]. Sono tornato a Omagh, qualche settimana dopo, per finirlo.

Infine: spiegare il testo della canzone che avevo ascoltato, dentro una storia autonoma che sarebbe stata fatta su misura per Omagh, è stata in sé una grande sfida.” [¹]

L’artista confessa, inoltre, che ha rielaborato la canzone tenendo anche conto del passato della band:

Anche se avevo in mente ‘Sunday Bloody Sunday’ – e gli U2 del 1984 circa – quando ho ascoltato la canzone, credo che essa cada più in un modello alla ‘With or without you’. Tuttavia, per me, il testo era abbastanza aperto da [poterlo] trasformare nell’idea generale che avevo già nella mia testa. Detto questo, ho parlato solo a pochissime persone del significato [che c’è] dietro a quello che ho dipinto, e dove tutto si ricollega con il testo attuale. In realtà sono rimasto abbastanza fedele alle parole stesse, ma ho scelto di assorbirle attraverso un determinato filtro storico e socio-culturale.” [¹]

Riferimenti:
MODE2.ORG [¹]
ULSTERHERALD.COM [²]
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