>The Miracle (Of Joey Ramone)<

La prima traccia di Son gs of Innocence è affidata a Oliver Jeffers – nato a Belfast – già conosciuto per la collaborazione con gli U2 in Ordinary Love dove ha curato il videoclip e la copertina del singolo. La tecnica adottata da Jeffers si ispira ai murales politici che campeggiano per tutta Belfast appunto.

Il corto si svolge interamente nella sua città natale – terra dilaniata dalla guerra civile irlandese – e l’artista ne sottolinea da subito il carattere turbolento. All’inizio del video vediamo un mappamondo (come quello che figura in Ordinary Love) con sopra una fiammella animata: l’inquadratura si avvicina per permetterci di vedere meglio le didascalie, notando che la fiamma è posta proprio sopra Belfast ad indicare una città politicamente “scottante”, infuocata e squarciata dagli attentati dell’IRA.

Nel proseguire, il video ci mostra Oliver nell’intento di assemblare pezzi di carta, abbozzare schizzetti nel suo block-notes, scegliere i materiali adatti per creare un cuore in fiamme (la passione che anima la lotta ma anche la rabbia per una guerra inutile), tracciare una presa elettrica il cui filo prende le sembianze di frequenze musicali (l’elettricità del rock e del punk), creare una lampadina infuocata (l’idea che divampa), animare una macchina in fiamme (gli attentati dinamitardi).

La scena si sposta su Oakman Street dove verrà eseguito il murales. Oliver inizia a tracciare le linee di un personaggio che si scoprirà essere Joey Ramone – grazie alla didascalia che comparirà ai suoi piedi “Joey Ramone 1951-2001” – il cui capo è nascosto da un globo capovolto che mette in primo piano l’America (luogo d’origine dei Ramones). Ai lati del personaggio abbiamo una radio che “spara” musica ad alto volume – il punk che invade le case negli anni ’70 – contornata dal verso “Tutte le voci rubate“, e una presa elettrica racchiusa dalle parole “un giorno saranno restituite“.
Ai piedi di Joey un nastro verde riporta la scritta “Pilgrin” (pellegrino) ossia il richiamo all’importanza della figura/faro che fu il leader dei Ramones per gli U2 adolescenziali. Sormonta l’intera opera la lampadina infuocata con la scritta “The Miracle” che rappresenta appunto la nascita, la presa di coscienza, il divampare dell’idea, il miracolo che ha smosso il piccolo Bono nel dedicarsi alla musica per “esagerare il mio dolore, e dargli un nome“.

Grab - The Miracle (Of Joey Ramone)Infine notiamo campeggiare due enormi nastri dorati, in alto e in basso dell’opera, che riportano un bellissimo verso da “Rejoice” – canzone degli U2 contenuta nell’album “October” – il quale dice: “Non posso cambiare il mondo/ma posso cambiare il mondo in me” a sottolineare la volontà di Bono nel ribaltare l’infelice sorte che lo ha privato della madre e che lo ha costretto a vivere all’interno del conflitto religioso irlandese.

In una città invasa da murales inneggianti la guerra e la lotta armata, adesso ne esiste uno che esprime pace, integrazione, cultura.

“The Miracle (of Joey Ramone)” by Oliver Jeffers

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...