Atto II: “Every breaking wave”

Nell’immagine di testata: gli U2 posano per le session fotografiche per l’album “October” [Grand Canal Dock – 1981]

Il mare sa dove sono le rocce
E annegare non è un peccato
Lo sai dove si trova il mio cuore
Nello stesso posto dov’è stato il tuo
Sappiamo di aver paura di vincere
E così ci fermiamo prima ancora di cominciare
Prima di cominciare
[“Every breaking wave”]

Versione Album
Versione Acustica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La seconda traccia dell’album è una vecchia conoscenza poichè fu suonata inedita durante i concerti del 360° Tour (anche se ha poco o niente in comune con quella versione). E’ stata, inoltre, definita da molti come il brano “intruso” dell’album, che c’entra poco con l’ottica di Songs of innocence non trovandomi molto d’accordo con questo parere, e vi spiegherò qui di seguito i motivi. La canzone inizia con un basso familiare: il giro armonico ricorda molto quello di With or without you ed in effetti l’atmosfera sembra proprio quella. Le tastiere, in sottofondo, ricordano anch’esse il brano del 1987 simulando l’effetto “vento” della chitarra di Edge, lasciando però molto spazio musicale per la voce di Bono. La batteria di Larry, dal canto suo, non vuole essere invasiva e si limita a scandire un tempo ordinato e lineare.

Il brano procede sino al ritornello che “apre” letteralmente la canzone e qui, il nostro Edge, tesse un riff esplosivo con un sapiente uso dello slide e di effetti carichi di riverbero per creare la spazialità. Tutta questa parte funziona magicamente bene: la voce di Bono, potente e suadente, crea un ponte tra la strofa e il ritornello alzando il pathos della canzone e tirando a sè l’ascoltatore verso un falsetto elegante e preciso.

La seconda strofa viene accompagnata da Edge con un ritmo a corde stoppate donando al brano più dinamica e tensione per poi esplodere nuovamente nel ritornello. La canzone ha la tipica struttura “Strofa->Ritornello->Strofa->Ritornello->Bridge->Ritornello” ma mantiene alta l’attenzione facendo si – e questa è una forza ormai consolidata degli U2 – che la canzone non risulti mai piatta a chi la ascolta, grazie ad un sapiente uso delle dinamiche “forte-piano” e “lento-veloce”.

Veniamo dunque al testo e alle tematiche affrontate nel brano. Come detto in precedenza, la canzone è stata da molti etichettata come l’intrusa dell’album in quanto le parole cantate da Bono non avrebbero nulla a che fare con il tema della giovinezza, dell’innocenza, della Dublino anni ’70 e del ritorno alle origini della band. In effetti, testo alla mano, non sembra esserci nessun collegamento concreto al periodo adolescenziale dei nostri quattro amici di Dublino ma, come spesso accade, bisogna guardare tra le righe, andando a scoprire i riferimenti e le metafore che Bono usa nelle parole che scrive.

“Every breaking wave” è una canzone sulla paura di vivere e dell’andare avanti. Nel 1980 Bono, all’epoca ventenne, scrisse un brano dalle tematiche molto simili: si intitolava The Ocean e fu inserito nel primo album degli U2, Boy. Quella canzone parla della perdita dell’innocenza (e già qui siamo dentro le tematiche di Songs of innocence) e di cosa prova un ragazzo nel sentire questo cambiamento dentro sè. Per Bono, all’epoca, perdere l’innocenza significava in qualche modo perdere le sue ragioni di esistere. La sua infanzia, così tormentata e piena di dolore, riusciva a sopportarla grazie al fatto di essere un bambino (debole per natura), ma crescendo si rese conto che quel dolore non spariva, anzi si amplificava per via della sua presa di coscienza e lo spaventava a morte affrontare quel mondo “che non lo ascoltava” [cit. The Ocean, 1980]

Il tema del mare che pulisce l’animo, che spruzza le suole delle sue scarpe, che lo aiuta a meditare scrutando le onde della baia di Dublino torna prepotente in Every breaking wave. La frase “Credevo di aver sentito la voce del capitano/è difficile ascoltare mentre predichi” rende proprio l’idea di un ragazzo smarrito, senza appigli a cui aggrapparsi, che passa intere giornate a sperare che accada qualcosa di positivo. Ma tutto ciò che riesce a fare è riflettere, pensare e pregare non riuscendo ad ottenere ciò che vorrebbe “Come ogni onda che si infrange sulla riva/Questo è il massimo che riesco a raggiungere“. Il mare è la metafora della vita che sbatte continuamente sugli scogli, con un ritmo infinito. Ma è lo stesso mare a tranquillizzare Bono con la sua pace e la sua vastità. Vasto come il “buco a forma di Dio” che si porta nel petto.

Credo che la canzoni affronti anche un altro argomento spinoso all’epoca e cioè la separazione (Bono si separò dalla madre morta tragicamente, si separò momentaneamente da Ali e inoltre il rapporto con l’unico genitore rimasto era così difficile da essere una sorta di separazione in casa). I ritornelli e tutto il bridge sono intrisi di separazione, Bono afferma nello specifico “Se tu vai per la tua strada e io per la mia../Siamo così indifesi contro la corrente ?” dove la corrente (un turbinio di forze a cui non puoi opporti che ti sbalza e ti trascina via) non è altro che la vita. Bono era preoccupato che le sue uniche speranze stessero per andarsene, ed inoltre afferma “Lo sai dove si trova il mio cuore/Nello stesso posto dov’è stato il tuo/Sappiamo di aver paura di vincere/E così ci fermiamo prima ancora di cominciare/Prima di cominciare“. Questi versi sono l’esatto passaggio tra l’infanzia e la fase adulta: la paura di mantenere le promesse, la paura di non farcela e quindi di voler rinunciare a priori, la paura di non esser più dei bambini e di dover prendere delle responsabilità, la paura di andare oltre i semplici gesti e di instaurare qualcosa di duraturo. La paura di “Smettere di inseguire/ogni onda che si infrange” ma avere il coraggio di concentrarsi finalmente su qualcosa di bello e di vivere costruendo qualcosa attorno ad esso.

Every breaking wave ha molto della personalità di Bono: in essa possiamo trovare tutte le debolezze di un bambino, la confusione di un ragazzo ma anche la forza dell’adulto che è diventato.


Il video sottostante è un estratto dal cortometraggio omonimo diretto da Aoife McArdle ed ambientato a Belfast durante i Troubles. Inoltre qui potete ascoltare due versioni alternative della canzone.

“Ogni onda che si infrange”

“Ogni onda che si infrange sulla riva
Dice alla prossima che ce ne sarà un’altra
E ogni giocatore d’azzardo sa che perdere
E’ il vero motivo per cui sei là
D’estate ero senza paura
Ora parlo ad una segreteria telefonica
Come ogni foglia cadente alla brezza
L’inverno non la lascerà da sola
Da sola

Se te ne vai?
Se tu vai per la tua strada e io per la mia
Siamo così?
Siamo così indifesi contro la corrente?
Baby ogni cane per strada
Sa che siamo innamorati della sconfitta
Siamo pronti ad essere spazzati via dai nostri piedi?
E smettere di inseguire
ogni onda che si infrange

Ogni marinaio lo sa che il mare
E’ un amico diventato nemico
Ed ogni anima naufragata sa com’è
Vivere senza intimità
Pensavo di aver sentito la voce del capitano
E’ difficile ascoltare mentre predichi
Come ogni onda che si infrange sulla riva
Questo è il massimo che riesco a raggiungere

Se te ne vai?
Se tu vai per la tua strada e io per la mia
Siamo così?
Siamo così indifesi contro la corrente?
Baby ogni cane per strada
Sa che siamo innamorati della sconfitta
Siamo pronti ad essere spazzati via dai nostri piedi?
E smettere di inseguire
ogni onda che si infrange

Il mare sa dove sono le rocce
E annegare non è un peccato
Lo sai dove si trova il mio cuore
Nello stesso posto dov’è stato il tuo
Sappiamo di aver paura di vincere
E così ci fermiamo prima ancora di cominciare
Prima di cominciare

Se te ne vai?
Se tu vai per la tua strada e io per la mia
Siamo così?
Siamo così indifesi contro la corrente?
Baby ogni cane per strada
Sa che siamo innamorati della sconfitta
Siamo pronti ad essere spazzati via dai nostri piedi?
E smettere di inseguire
ogni onda che si infrange”

Music by: U2
Words by: Bono and The Edge
Produced by: Danger Mouse and Ryan Tedder

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4 pensieri riguardo “Atto II: “Every breaking wave”

  1. Grazie per il like alla mia recensioni e complimenti sinceri per questo articolo e per il sito. Io ho fatto una semplice recensione, ma qui c’è un’analisi approfondita che denota uno studio su testi e musiche e, soprattutto, una tua sincera passione per questa grande band.
    Bravissimo 😉

    Mi piace

    1. Grazie davvero per le tue parole, molto gentile. Ho davvero apprezzato la tua recensione essendo imparziale e non dettata da pregiudizi iniziali. Purtroppo sull’album sono ricadute molte critiche (alcune totalmente infondate) per via della scelta di marketing con la Apple…cosa che reputo sbagliata in quanto l’album è fatto di musica e deve essere giudicata quella. Ho apprezzato anche la tua recensione sull’ultimo lavoro dei Pink Floyd. Complimenti!

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