Atto IV: “Song for someone”


“Anche se c’è una luce, non puoi sempre vedere
e anche se c’è un mondo, non vi possiamo sempre Essere
anche se c’è un bacio, l’ho rubato dalla tua bocca
ma se c’è una luce, non fartela sfuggire”

[Song for someone]

Versione Album
Versione Acustica

 
 
 
 
 
 
 
 

“Ero arrivato a un punto della vita in cui volevo capire il significato spirituale del mondo. Pregavo perché pensavo davvero che la mia testa stesse per esplodere, e in quelle stesse settimane successero due cose che mi salvarono la vita. E così, il 1976 [ndr], si rivelò essere un ottimo anno per me. Ottimo davvero. La prima cosa fu vedere il mio futuro. Ricordo di aver visto questa ragazza appena arrivata a scuola, tempo addietro, e aver pensato che sembrava una spagnola, una vera rosa con i capelli scuri e le labbra rosse. Successivamente, uno di quei giorni in cui la testa sembrava esplodere, Reggie Manuel il Cocker Spaniel mi stava portando via da scuola sul sedile posteriore della sua motocicletta. Mi guardai intorno e vidi quella stessa ragazza silenziosa e misteriosa che era così inconsapevole, del tutto ignara di essere attraente. Dalla moto di Reggie uscì come una vampata di calore ed era come se lei stesse attraversando uno specchio d’acqua. C’era qualcosa di così calmo in lei e, per una persona che calma non lo è affatto, era la cosa più attraente al mondo. Quella era Ali, che alcune settimane dopo sarebbe diventata la mia ragazza, e alcuni anni dopo mia moglie. E poi successe un’altra cosa pazzesca. Entrai a far parte di una band. Non è cambiato molto da allora: sto ancora con Ali e sono ancora nella band.” – Bono

Song for someone — quarto brano di Songs of Innocence e unica traccia del disco ad essere prodotta da Flood — può essere definita (superficialmente) la ballata dell’album, sia per le tematiche affrontate, sia per la sua struttura musicale calma e soave. Alle orecchie dell’ascoltatore, infatti, potrebbe dare quest’impressione ma la canzone nasconde un’anima nera, tutt’altro che gioiosa. Come disse Bono in passato: “Le grandi canzoni tendono a essere caratterizzate, nel profondo, da una certa tensione, un perfetto equilibrio tra amarezza e dolcezza.”

La canzone parla di come Ali riuscì nell’impresa, non da poco, di tirar fuori dall’oblio un ragazzino di appena 16 anni, perennemente confuso, senza madre, irrequieto, che nascondeva la sua fragilità dietro l’aspetto da bullo.

Ma non è solo la “canzone di Bono”: se dal lato delle tematiche ritroviamo un importante pezzo di vita del cantante irlandese, dal lato musicale troviamo un The Edge ai suoi massimi livelli, che tesse cori magnifici dietro la voce di Bono e, con la sua chitarra, illumina un brano altrimenti troppo cupo.

La canzone inizia con un arpeggio di chitarra acustica grazie al quale The Edge, ancora una volta, dimostra la sua notevole capacità nel saper costruire melodie affascinanti con pochissime note. La voce di Bono subentra con un tono rilassato ma carico di malinconia, una scelta sapiente valorizzata dalla voce di The Edge che, all’inizio della seconda strofa, intona una seconda voce struggente: un coro in terza che in unione alla voce principale da un senso quasi mistico al brano. Questa fusione ricorda molto le versioni acustiche di Staring at the sun.

Il ritornello ha un’esplosione silenziosa, quasi come a non voler rompere questa quiete accesa; Edge inizia ad usare le tipiche note squillanti della sua chitarra e la parte ritmica di Larry e Adam si unisce al pathos del ritornello.

La seconda strofa, identica nella struttura alla prima, vede questa volta Edge accompagnare la voce principale con il ‘mutismo’ che da un senso di dinamica diverso all’ascoltatore. Irrompe nuovamente il ritornello dove, questa volta, la chitarra di Edge è totalmente in primo piano con le sue note arpeggiate, dando una spinta al pathos della canzone che si avvia verso l’assolo. Come ben sappiamo The Edge si è lanciato pochissime volte in veri e propri assoli chitarristici non essendo amante del virtuosismo fine a se stesso; il chitarrista irlandese, invece, ha sempre dato molta importanza alla struttura della canzone e alla melodia. Anche in questo caso l’assolo è semplice, lineare, ma molto espressivo: descrive in musica la libertà interiore, l’esplosione spirituale di Bono. La canzone, infine, scende nuovamente di pathos andando a sfumare in un finale di sola voce e chitarra.

Possiamo definire Song For Someone il brano più “appetibile” al grande pubblico essendo in analogia con altre ballad della band, prima fra tutte One. Ma, così facendo, finiremo per ridurre il tutto a un mero ‘tentativo’ di imitazione.

Bono e Ali [1978 ca.]

Il testo della canzone, come detto, fa riferimento all’incontro tra Bono e Ali avvenuto nel 1976, e di come, pur essendo personalità totalmente opposte, ella riuscì a scardinare la corazza nella quale Bono si rifugiò, per allontanare le paure e la solitudine. Il cantante ne fa riferimento in questi versi: “Hai una faccia non intaccata dalla bellezza/ho delle cicatrici da dove sono stato/hai occhi che riescono a guardare proprio attraverso me” e ancora “Mi introduci in una conversazione/una conversazione che solo noi avremmo potuto fare/tu irrompi ed entri nella mia immaginazione“.

Sono versi sinceri, dove Bono riconosce che solo Ali ebbe successo dove in molti fallirono: parlargli, far sfogare le paure ma soprattutto farlo sentire parte di qualcosa. Il verso già citato “Hai una faccia non intaccata dalla bellezza/ho delle cicatrici da dove sono stato” fa riferimento proprio alle personalità opposte di Ali e Bono. Lei così bella, talmente affascinante da non aver bisogno della bellezza terrena; lui, invece, è pieno di cicatrici, cicatrici che testimoniano i suoi anni passati nel dolore sulla Cedarwood Road.


“A sta per Ali: se il suo nome fosse stato Zena avrei iniziato comunque l’alfabeto con lei; tutto per me inizia con lei.”

[Bono]


I versi del ritornello “Anche se c’è una luce, non puoi sempre vedere/e anche se c’è un mondo, non vi possiamo sempre Essere/Anche se c’è un/oscurità di cui non dovremmo dubitare/ma se c’è una luce, non fartela sfuggire” sono la rappresentazione di ciò che Bono avvertiva tra il 1974 e il 1976: le luci, i riferimenti essenziali, la famiglia e gli amici non sempre t’illuminano come desideri, non sempre riescono a capirti o sostenerti. Anche se si fa parte di questo mondo, in quanto essere umano, non significa che ci si senta vivo davvero. Ali rappresentò la vera luce, colei che riaccese le speranze di Bono, che riuscì ad allontanarlo dalla collina del Calvario, che gli fece capire come, da qual momento in poi, ci fosse una persona su cui aggrapparsi, su cui pregare o piangere, ma anche ridere e passare momenti finalmente spensierati e felici.

Song for someone non è la nuova One, e non è nemmeno l’ennesima With or without you. Essa è semplicemente Song of someone: una preghiera di ringraziamento, l’ennesima dichiarazione d’amore ad Ali da parte di Bono. Forse la più importante testimonianza d’amore mai scritta per lei.


“Canzone per qualcuno”

Hai una faccia non intaccata dalla bellezza
ho delle cicatrici da dove sono stato
hai occhi che riescono a guardare proprio attraverso me
mi venne detto che non avrei sentito niente la prima volta
non so come questi tagli guariscano
ma in te ho trovato una rima

Anche se c’è una luce, non puoi sempre vedere
e anche se c’è un mondo, non vi possiamo sempre Essere
Anche se c’è un’oscuritа di cui non dovremmo dubitare
ma se c’è una luce, non fartela sfuggire

E questa è una canzone, una canzone per qualcuno
Questa è una canzone, canzone per qualcuno

Mi introduci in una conversazione
una conversazione che solo noi avremmo potuto fare
tu irrompi ed entri nella mia immaginazione
qualunque cosa ci sia, è tua e te la prendi
mi venne detto che non avrei sentito niente la prima volta
Eri lenta a guarire, ma questa potrebbe essere la notte [giusta]

Anche se c’è una luce, non puoi sempre vedere
e anche se c’è un mondo, non vi possiamo sempre Essere
Anche se c’è un’oscuritа con o senza
ma se c’è una luce, non fartela sfuggire

E questè è una canzone, una canzone per qualcuno
Questa è una canzone, canzone per qualcuno

E sono molto lontano dal [la collina del] Calvario
e sono molto lontano da dove ero e da dove ho bisogno di essere
anche se c’è una luce, non puoi sempre vedere
e anche se c’è un mondo, non vi possiamo sempre Essere
anche se c’è un bacio, l’ho rubato dalla tua bocca
ma se c’è una luce, non fartela sfuggire

Words by: Bono and The Edge
Music by: U2
Produced by: Ryan Tedder and Flood

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